AIUTIAMO LA SCUOLA MATERNA COMUNALE

Subito fondi per le materne comunali


Pubblicato il 14 settembre , 2010

“Un segnale di attenzione per le scuole materne comunali e gli asili nido della città di Napoli attraverso una dotazione monetaria alle scuole comunali di Napoli per acquistare cartelloni, pennarelli, ma anche giocattoli o qualche piccolo bene durevole” questa la richiesta del presidente della commissione consiliare SCUOLA del comune di Napoli SANDRO FUCITO che aggiunge:

Confido nella sensibilità del Sindaco e dell’assessore al Bilancio ed alla scuola, che hanno già mostrato al riguardo interesse, perchè attraverso una cifra  di circa 125mila euro da apporre in variazione di bilancio, si possa dare un contributo importante al miglioramento della didattica a beneficio di migliaia di bambini napoletani. L’acquisto di un videoproiettore, di qualche gioco interattivo, di quel materiale troppo spesso acquistato da insegnanti e famiglie, offrirà un beneficio alla didattica esponenzialmente maggiore della spesa profusa, un intervento da realizzare subito”.

VicoloStorto

Primarie si….primarie no….chi le propone?

La sinistra rompa gli indugi e assalti il futuro: Primarie e lista unica tra F.d.S e SEL per comune e municipi

Articolo di Patrizio Gragnano – Assessore PRC VI Municipalità di Napoli


I partiti del centro sinistra a Napoli sono tutti arrovellati nella effimera rincorsa all’auto conservazione lasciando fuori di se stessi la pressante domanda di cambiamento che viene dalle viscere della città. Si vive a tratti una doppia sindrome dai caratteri singolari. Da un lato si elabora il lutto della sconfitta prima ancora che inizi la partita e nel senso opposto, come in alcune munipalità, si dà per acquisita una vittoria niente affatto scontata. Intanto dai consessi democratici del centro sinistra celebrati nell’anonima e in qualche caso massonica, calura di luglio l’unica cosa che esce rafforzata è una gerontocrazia che da anni tende unicamente a riprodursi. In tutto questo la sinistra vive la più classica delle contraddizioni con, da un lato, una classe dirigente di ex addetti ai lavori osservante verso qualsiasi movimento e barricata dietro polverose identità e una base viva e reattiva che accumula energia spesso dispersa nell’attesa di trovare una direzione da percorrere.

Credo che sia giunto il momento di rompere gli indugi ed assaltare il futuro travolgendo la polvere  che ricopre la sinistra. Non c’è più tempo per i politicismi e per i calcoli di bottega, se è vero che la battaglia per mantenere la capitale del Mezzogiorno d’Italia e tutt’altro che vinta è altrettanto vero che l’unica battaglia realmente persa è quella che non si combatte. Aspettare che cambi il vento nazionale e sperare che la bora tocchi anche il golfo è un’effimera quanto inutile illusione. Per salvare la città c’è bisogno di ricollegare la spina delle emozioni e riaccendere la luce sulle energie positive che corrono sotto i nostri piedi.

Primarie di coalizione a Settembre al Comune e in tutte le 10 Municipalità. C’è la necessità che il centro sinistra ritorni al centro del dibattito politico dando il segno della diversità e della vitalità che in passato è stato il suo carattere distintivo. Si apra una sana e vera competizione tra il PD e la Sinistra, che si misuri sul terreno della proposta politica e dell’idea di città e di Municipi, ma marcando in modo unitario il tratto comune distintivo della trasparenza, della giustizia sociale e della legalità. Si lasci sciogliere ai napoletani il nodo della leaderschip e si dia la possibilità di scegliere tra le migliori e le più giovani forze di cui si dispone. Luigi De Magistris rompa gli indugi e faccia la sua parte per salvare la città e si candidi alla guida del centro sinistra rappresentando tutto ciò che è a sinistra del PD. Nelle Municipalità la sinistra chieda le primarie e  presenti candidati unitari in ognuna delle 10 Munipalità. C’è l’esigenza di stimolare anche lì una partecipazione e un dibattito che riparta dalla gente e dai territori anche forzando, per evitare  che questi viva nel chiuso delle segreterie dei partiti. Nel centro-sinistra quindi, ma senza subire le scelte che non siano legittimate dai Napoletani.

Lista Unica tra F.d.S. e SEL al Comune e nelle Munipalità. E’ sentire comune di tutta la base della sinistra e di gran parte dei quadri intermedi dei maggiori partiti che la compongono, che vi sia l’esigenza di provare a ricomporre una realtà unitaria tra Federazione della sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà. La sinergia che nei fatti ci fa votare e sostenere insieme quasi tutte le proposte nelle istituzioni cittadine, dimostra che l’unità vera è possibile, praticabile ed è una necessità oggettiva. Ascoltiamo la domanda di unità che ci viene dal territorio e ridiventiamo il luogo di una sperimentazione curiosa e dinamica di un spazio nuovo di lotta e passione politica.

Una nuova classe dirigente del centro-sinistra. La città ha bisogno di un radicale ricambio genarazionale che apra le finestre e cambi l’aria nei palazzi. C’è un’intera generazione che ha voglia di partecipare e che è espunta dalla vita dei partiti e trova nell’attività associativa l’unico luogo per esprimere il bisogno di cittadinanza che emerge. C’è la necessità di creare con loro un luogo nuovo in cui codificare parole come libertà, solidarietà, diritti e lotta. Occorre ridare la parola e provare ad impegnare queste energie nel governo della città e nei municipi. La sinistra provi a proporre candidati unitari e under 40 capaci di diventare classe dirigente in ogni municipio , portando l’eperienza e l’enegia di una generazione per troppo tempo relegata a fare da etichetta ai gerontocrati del centro-sinistra.

Proviamo insieme a ridare senso al futuro. Proviamo inseme a superare le divisioni. Proviamo insieme e riprenderci la Città.

VicoloStorto

Minacce con lettera anonima a Raffaele Carotenuto

Nessuna lettera anonima mi fermerà


Raffaele Carotenuto Capogruppo Prc

Ho ricevuto una lettera anonima con insulti personali rivolti alla mia persona ed alla mia famiglia. Ho prontamente denunciato il tutto ai magistrati. Gli attacchi alla mia funzione pubblica mi pervengono dalle cooperative sociali, cioé da quei soggetti che storicamente ho combattuto per la difesa dei soldi pubblici. Contro chi si è arricchito lucrando sui disabili, contro chi non ha pagato i lavoratori e contro chi è stato denunciato per mancati versamenti previdenziali ed assicurativi a danno degli operatori socio assistenziali che effettuano assistenza agli alunni disabili. Non certo mi farò fermare da una volgare lettera anonima. Combatterò fino all’ultimo filo di voce per denunciare il malaffare ed il marcio che esiste nelle imprese sociali, mi metterò davanti al treno in corsa per togliere dalle tasche di affaristi un appalto che oggi vale circa 1,5 milioni di euro all’anno. Sono pronto a riferire alla Procura della Repubblica di Napoli fatti, nomi e circostanze di chi ha commissionato questo vile attacco e chi lo ha materialmente seguito.

Napoli, 6 luglio 2010

Il Presidente del Gruppo P.R.C.

Raffaele Carotenuto

RIPRENDIAMOCI LE STRADE

SABATO 19 GIUGNO 2010

ore 17

torneo antirazzista di calcio
torneo antirazzista basket
Writer in action: Writer Contest e restyling della piazza

dalle 20

ALEX (PSK)

DJ CARDY (scarching live)

NAPOLI KIMICON
myspace

DJ MANGU’
myspace

PER I WRITER E NON SOLO:

I writers che cercano un pezzo di tessuto urbano da riempire, a Medaglie d’Oro trovano pane per i propri denti, una piazza che da circa un anno cerca di uscire dal degrado a cui era abbandonata, chiede la presenza di chiunque esprima così la propria arte, la propria sofferenza.

le leggi dicono che non si può pittare sui muri perchè si danneggia il patrimonio pubblico,  ma se “il patrimonio pubblico” sono muri cadenti pieni di muffa e incrostati di sporco e magari anche tappezzati di svastiche e croci celtiche, non esitiamo un istante a dimostrare quanto sappiamo essere “vandali”

convinti che l’arte del writer vada ben al di là della tag riproposta in serie come un logo, vogliamo sfruttare ogni angolo a nostra disposizione per far uscire alla luce quella realtà fatta di povertà, sfruttamento quotidiano, razzismo strisciante [e non], repressione sociale, violenza e sofferenza che viviamo ogni giorno (anche in quelle zone e quei quartieri della città in cui si vuole disperatamente fingere che tutto vada bene, come il vomero) e che intendiamo cambiare

i muri sono la carta degli oppressi e degli emarginati, la testata quotidiana gestita da tutti coloro a cui altrimenti è reso impossibile esprimersi, prendere parola, gestita da quelli che devono tacere, forse perchè fa paura ciò che potrebbero dire quelle parole, quei disegni, che la “gente comune” è costretta poi a guardare anche di sfuggita, ogni giorno andando a lavoro, o ritirandosi a casa, dopo otto o dieci ore di fatica che ti fanno esaurire, che non ti lasciano tempo, che spesso e volentieri ti tolgono la forza anche di immaginare un mondo diverso

perchè a parlare ci sono già televisioni e giornali, ma sono così impegnati a prenderci in giro con storie false dettate da chi ha il potere e non è disposto a perderlo (imprenditori-padroni o politici corrotti), che, guarda caso, non fanno mai sentire le urla di chi ogni giorno vive e soffre per la strada e sa che per arrivare al giorno dopo dovrà farlo con le mani proprie e [quando ci sono] con l’aiuto di quelle dei propri compagni, fratelli della strada, per conquistarsi così il diritto di vivere, INSIEME, e CON DIGNITà.

Ci vogliono tappare la bocca?  Noi costringiamoli ad aprire gli occhi !
rispondiamo allo sfruttamento che subiamo quotidianamente, non restiamo a casa, andiamo a riprenderci la parola, a riprenderci le strade !!

MURI PULITI POPOLI MUTI

il nostro Writing contest insomma non prevede giudici, o parametri tecnici da seguire,  è ‘na gara a chi sta cchiù male!  Diamo spazio alle idee ed ai contenuti, evitiamo di scrivere i nostri nomi d’arte in formato maxi, la nostra fantasia e la nostra rabbia ci portano oltre.

PS.   Purtroppo lo spazio non è tantissimo quindi ci dovremo organizzare insieme in piazza per poter pittare tutti quanti. Non ci formalizziamo.

VicoloStorto

Rflessioni sulle dimissioni di Carotenuto dal comitato della federazione della Sinstra

“Viviamo sensa fiutare più sotto di noi il paese”  Osip Mandelshtam ( poeta russo,mandato a morire da Stalin nel Gulag di Vtoraja Reckta il 27 dicembre 1938


Apprendo con rammarico e con rispetto delle dimissioni di Raffaele Carotenuto dal comitato costitutivo della federazione della Sinistra di Napoli e non posso non essere daccordo con lui. Rivedo nei suoi motivi la sofferenza mia e di tanti che decisero all’indomani del congresso di Rimini di restare nel PRC anche non condividendo la linea emersa in quella nefasta e piovosa giornata. Decidemmo di “restare e resistere” , perchè la nostra è una cultura politica non minoritaria ed eravamo convinti di due cose: che sarebbe stato inutile fare un ‘altro partitino della sinistra e che senza il PRC la sinistra unita non vrebbe avuto ragione di essere. Putroppo però a qualche anno di distanza ci troviamo nella ingrata condizione di aprire una riflessione molto critica su ciò che siamo diventati, anzi su ciò che è diventato il ceto politco che oggi governa il PRC e la “galassia atomica” che forma la federazione della sinistra. Da due anni ci si arrovella nel maldestro tentativo di dar un perchè alla nosttra esistenza ed alle  disatrose sconfitte elettorali, senza porsi il problema di fare la cosa più semplice di questo mondo:ascoltare. Ascoltare chi è fuori di noi, chi lavora, chi lotta, chi esprime un dissenso e chi semplicemente cerca un riferimento che non ha più. Un luogo che smette di ascoltare è un non luogo. Putroppo lo stiamo diventanto, e la formazione burocratica di questo organismo ne è la dimostrazione plastica. Ci aspettavamo, noi della base che ancora resiste, che chi in questi anni è stato artefice del disastro avrebbe mandato in campo la primavera, invece l’idea che si ha e che “Il ceto” di una sistra sconfitta dalla storia e dal novecento, si sia rinchiuso nel palazzo come i dittatori dell’est mentre fuori il popolo isorgeva per la libertà. la cosa triste però è che fuori dal nostro di palazzo, non c’è nessuno che insorge.

Nonostante tutto ritengo che tutti quelli che lavorano in e per questa causa siano una risorsa, e lo siano a prescindere dalla permanenza in degli organismi nati dall’ingegneria correntizia. Credo che la federazione della sinistra, che federa ceto minoritario della sinistra, sia un ossimoro insopportabile ma ha senso se inteso come punto di partenza per unire tutto ciò che è ha sinistra del PD in un solo e unico partito in cui possano convivere anche , e non solo, i Comunisti. In cui si vada al di là delle etichette e delle correnti , si provi a cambiare la società. In cui il timone sia preso da una nuova generazione, che habbia il coraggio di provare a guidare il rinnovamento culturale e fare a sinistra “un concilio vaticano II”.

Resto convinto che tutto questo và fatto dall’interno, e so che molti condividono questa idea e per questo credo che val la pena ancora provare. Nonstante tutto e nonostante tutti!!

Patrizio Gragnano


VicoloStorto

Maggio per tutta la vita….

“MAGGIO PER TUTTA LA VITA”


di Raffaele Carotenuto

(tratto da http://www.ilmondodisuk.com)


San Gennaro

Comincia sedici anni fa, nel 1994, una delle più belle esperienze della città di Napoli: Maggio dei Monumenti. Un’intuizione apparentemente simbolica, vetrina opaca di una città svogliata, una stanca ritualità, un’appagata e misurata scelta amministrativa.  L’anno dopo, siamo nel 1995, il centro storico di Napoli viene dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità per il suo eccezionale valore culturale e la invidiabile posizione geografica.
Quel centro storico più grande d’Europa che conserva più di 400 luoghi di culto e oltre 30 musei che racchiudono 27 secoli di storia “lunga e movimentata”. Una sorta di esposizione all’aperto, un lungo percorso di resti romani e greci, colonne medievali e palazzi storici che diventeranno il fulcro dell’evento internazionale del Maggio dei monumenti. Finalmente la città sembra accorgersi di se stessa, capisce di doversi riappropriare della sua storia.
Questa perla scaramazza incastonata da gente bizzarra e stravagante che esprime creatività, estro e fantasia, attraversata da frammenti di vita non sempre facili, movimenti culturali, artisti e letterati dei secoli addietro e non solo, con un marchio indelebile lasciato dall’inconfondibile stile barocco.
La città scopre i suoi “ori”, quell’inestimabile patrimonio artistico e museale ricompreso in pacchetti turistici oggi venduti in tutto il mondo e punto di riferimento delle maggiori capitali europee quali Parigi, Londra, Madrid.
Non soltanto cucina e musica ma teatro, danza, scrittura, cinema, letteratura che risorgono dal nulla in quel mese dell’anno scandendo con appuntamenti a tema ognuno dei week-end, in una città solo apparentemente rassegnata. Chiese e palazzi storici che si aprono, rassegne e mostre che illuminano bellezze vecchie e nuove, percorsi ritrovati, racconti dei vicoli, credenze popolari che riaffiorano alla memoria dei ricordi. E poi ospitalità, scambi culturali e rinnovato interesse per una città capace di farsi apprezzare alla stregua delle capitali europee. Il suo look è contrassegnato da lineamenti perfetti e da un trucco leggero e penetrante, semplice e misterioso, come quelle donne di classe che sprigionano femminilità, che lasciano immaginare.

Cimitero delle Fontanelle

Quel mese di maggio che resiste all’immondizia degli ultimi quindici anni, alla camorra imprenditrice e stracciona, ai predatori sociali ed economici, ai ladri di sogni. Ma perché solo a maggio? Perché la città di Napoli è alla ricerca di un’identità; una città ancora non compiutamente post-industriale, capace di cogliere le novità ma che ancora troppo spesso lascia cadere, intuitiva dei bisogni collettivi ma inadatta a soddisfarli. Una città che sviluppa una vera e propria cultura dei rapporti di vicinato ma allo stesso tempo propone “gabbie mentali”, stereotipi inaccettabili e “lontananza” amministrativa. Distante dalla sua gente, distratta da eventi superficiali, soffocata da incuria pensante.
Quando riuscirà a capire che può farcela da sola e non delegare ad altri la determinazione del suo destino allora potrà procedere in quel percorso di stratificazione e di cambiamento quale atto imprescindibile per un ritorno alle nobili radici della sua storia.

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