Raccolta differenziata porta a porta a tutti i costi…..

Intervista di Francesca Pilla – Napoli

(fonte “il manifesto”)

 

Guido Bertolaso prima di andare via da Napoli, oltre alla battuta su una possibile eruzione del Vesuvio che non rappresenterebbe una grande disgrazia, ha detto due cose sul caso rifiuti: primo che l’emergenza è risolta e il suo compito è finito, secondo che la colpa dell’attuale crisi ricade sull’Asìa perché non avrebbe rispettato tempi e procedure. Fabio Matteo siede nel Consiglio di Amministrazione dell’azienda di servizi di igiene ambientale che provvede alla raccolta per il Comune ed ha tutta un’altra visione: “Ma di quali procedure parla? Se non si ha dove sversare?”, risponde sorpreso.

Matteo però il capo della protezione civile è stato chiaro, il Governo ha chiuso l’accordo con i sindaci dell’area, il loro compito è finito e ora il problema e le colpe sono del sindaco Iervolino e della vostra azienda..

Bertolaso sbaglia, sa benissimo che il piano rifiuti non funziona, che non è un progetto a lungo termine ed è un ciclo basato su una concezione di smaltimento del secolo scorso. Quello che abbiamo oggi sono discariche e inceneritori, un’idea arcaica dello smaltimento che ha un costo ambientale ed economico molto elevato. Oggi è tutto fermo a causa delle proteste della popolazione, ma anche se non si dovesse tenere conto del malcontento degli abitanti quando tutto sarà saturo cosa faremo? E’ una questione matematica non si può pensare che i rifiuti spariscano da soli e se non si sa dove portarli restano in strada. Pensare di risolvere il tutto con degli enormi buchi ingurgita spazzatura è non tener conto della realtà, se si continua così a breve l’emergenza esploderà in tutta la sua drammaticità.

Ci spieghi meglio allora dove è lo sbaglio?

Hanno costruito un piano funzionale alle logiche economiche dei costruttori di inceneritori, ai gestori delle discariche, agli appaltatori di trasporto dei rifiuti. Un equilibrio di interessi che ha di fatto impedito la promozione di un diverso ciclo industriale ma soprattutto ecocompatibile.

Ma a Parigi e Vienna i termovalorizzatori sono stati la panacea a tutti i problemi e nessuno si lamenta..

Prima di tutto sono stati costruiti nel secolo scorso. La normativa europea del 2000 prevede infatti che nei nuovi impianti si possa incenerire solo la frazione secca e  una minima parte di quella organica. Paradossalmente in Campania il cosiddetto umido rappresenta il 45% del rifiuto e a meno che non si voglia incenerire acqua, oltre al fatto che l’Ue vieta questo tipo di termovalorizzazione, costruire quattro impianti in regione è assolutamente improduttivo e non risolverà nulla. Si sono impantanati in un progetto che non porta da nessuna parte e che serve solo a riutilizzare i vecchi sette impianti di cdr, oggi stir, dove non si fa altro che stabilizzare, tritovagliare e imballare i rifiuti, senza nessuna divisione tra plastica, vetro, carta, alluminio e umido. Quello che manca veramente sono gli impianti di compostaggio e la raccolta differenziata due procedure che vanno di pari passo e le uniche che possono farci uscire da questo perenne sistema emergenziale.

C’è chi dice però che la raccolta differenziata sia un sistema per paesi ricchi..

Questo è assolutamente falso, costa molto di più costruire gli inceneritori o approntare le discariche. Basti pensare che per ogni cava dove si buttano rifiuti tal quale bisogna spendere tra i 20 e i 30 milioni di euro, e poi bisogna impiegare altri soldi per gestirli. Gli impianti di compostaggio invece una volta fatti non hanno bisogno di un ulteriore impiego di fondi, e se anaerobici sono anche in grado di produrre energia. Non solo essendo fonti alternative possono anche usufruire dei Cp6, i fondi dell’Ue che attualmente vengono erroneamente utilizzati per i termovalorizzatori. I materiali riciclati poi portano ricchezza alle imprese e anche ai comuni che li vendono. Io faccio una proposta molto semplice, invece di costruire l’impianto a Napoli Est prendiamo le risorse e impighiamole per la raccolta porta a porta, così come è già partita in cinque zone del comune, quindi al suo posto apriamo un sito di compostaggio. Se si procede in questa maniera per tutta la provincia un inceneritore, quello di Acerra, è ampiamente sufficiente per i bisogni regionali.

 

 

VicoloStorto

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: