Maggio per tutta la vita….

“MAGGIO PER TUTTA LA VITA”


di Raffaele Carotenuto

(tratto da http://www.ilmondodisuk.com)


San Gennaro

Comincia sedici anni fa, nel 1994, una delle più belle esperienze della città di Napoli: Maggio dei Monumenti. Un’intuizione apparentemente simbolica, vetrina opaca di una città svogliata, una stanca ritualità, un’appagata e misurata scelta amministrativa.  L’anno dopo, siamo nel 1995, il centro storico di Napoli viene dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità per il suo eccezionale valore culturale e la invidiabile posizione geografica.
Quel centro storico più grande d’Europa che conserva più di 400 luoghi di culto e oltre 30 musei che racchiudono 27 secoli di storia “lunga e movimentata”. Una sorta di esposizione all’aperto, un lungo percorso di resti romani e greci, colonne medievali e palazzi storici che diventeranno il fulcro dell’evento internazionale del Maggio dei monumenti. Finalmente la città sembra accorgersi di se stessa, capisce di doversi riappropriare della sua storia.
Questa perla scaramazza incastonata da gente bizzarra e stravagante che esprime creatività, estro e fantasia, attraversata da frammenti di vita non sempre facili, movimenti culturali, artisti e letterati dei secoli addietro e non solo, con un marchio indelebile lasciato dall’inconfondibile stile barocco.
La città scopre i suoi “ori”, quell’inestimabile patrimonio artistico e museale ricompreso in pacchetti turistici oggi venduti in tutto il mondo e punto di riferimento delle maggiori capitali europee quali Parigi, Londra, Madrid.
Non soltanto cucina e musica ma teatro, danza, scrittura, cinema, letteratura che risorgono dal nulla in quel mese dell’anno scandendo con appuntamenti a tema ognuno dei week-end, in una città solo apparentemente rassegnata. Chiese e palazzi storici che si aprono, rassegne e mostre che illuminano bellezze vecchie e nuove, percorsi ritrovati, racconti dei vicoli, credenze popolari che riaffiorano alla memoria dei ricordi. E poi ospitalità, scambi culturali e rinnovato interesse per una città capace di farsi apprezzare alla stregua delle capitali europee. Il suo look è contrassegnato da lineamenti perfetti e da un trucco leggero e penetrante, semplice e misterioso, come quelle donne di classe che sprigionano femminilità, che lasciano immaginare.

Cimitero delle Fontanelle

Quel mese di maggio che resiste all’immondizia degli ultimi quindici anni, alla camorra imprenditrice e stracciona, ai predatori sociali ed economici, ai ladri di sogni. Ma perché solo a maggio? Perché la città di Napoli è alla ricerca di un’identità; una città ancora non compiutamente post-industriale, capace di cogliere le novità ma che ancora troppo spesso lascia cadere, intuitiva dei bisogni collettivi ma inadatta a soddisfarli. Una città che sviluppa una vera e propria cultura dei rapporti di vicinato ma allo stesso tempo propone “gabbie mentali”, stereotipi inaccettabili e “lontananza” amministrativa. Distante dalla sua gente, distratta da eventi superficiali, soffocata da incuria pensante.
Quando riuscirà a capire che può farcela da sola e non delegare ad altri la determinazione del suo destino allora potrà procedere in quel percorso di stratificazione e di cambiamento quale atto imprescindibile per un ritorno alle nobili radici della sua storia.

VicoloStorto

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