Pino De Stasio: l’amministrazione fa solo estetica…..

L’amministrazione fa solo estetica, nessun atto concreto.

L’ente comunale nega agli omosessuali il registro delle unioni civili cittadine

Intervista a Pino De Stasio (fonte: Cronache di Napoli 26-06-09).

De Stasio: a che serve aderire al Gay pride se poi non si mette in pratica alcun provvedimento a tutela delle diversità?

pinoNAPOLI (Cla Pro) – “E’ da più di un anno che in città si verificano episodi di violenza intolleranza. Le aggressioni in metropolitana a ragazzi gay, gli omicidi di trans e i raid in piazza Bellini sono soltanto alcuni frammenti di questa scia di atti criminosi. Vi sono, poi, gli assalti al campo Rom di Ponticelli e, non ultima, l’uccisione di Petru alla stazione della cumana di Montesanto. Insomma si allarga l’intolleranza gratuita, fatta di forme di razzismo verso ogni tipo di diversità: romena, migrante, lesbica”.

Non usa mezzi termini il consigliere della seconda municipalità Pino De Stasio (nella foto) per descrivere l’ondata di criminalità che sta investendo la città partenopea. Parole nette e precise che fotografano un fenomeno preoccupante che si fa strada nel sentire collettivo: la paura del diverso

L’Amministrazione comunale finora ha fato soltanto estetica. – continua il rappresentante del locale parlamentino – A che cosa serve aderire al Gay pride se non si mette in pratica alcun provvedimento a tutela di queste cosiddette diversità? Ci è stato negato il registro delle unioni civili, piccola cosa, ma importante passo nel cammino dei diritti civili. Eppure il nostro governo cittadino vanta anime laiche, ma resta il governo delle non scelte. Ecco perché abbiamo partecipato alla fiaccolata con la fiamma spenta. La città sta diventando omertosa, “piratesca”, non interviene per soccorrere un soggetto in difficoltà. E non è per paura, ma per indifferenza, perché ritiene che il fatto non è affar suo”.

L’esponente del consiglio della seconda municipalità conosce bene la zona in cui giorni fa è avvenuta l’ennesima aggressione. “Vi abito da quarant’anni” sottolinea. Piazza Bellini, chiusa tra Port’Alba, via S. Maria di Costantinopoli e gli edifici attigui al complesso del Vecchio Policlinico. La presenza di numerose sedi universitarie, dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio musicale di S. Pietro a Majella giustificano il carattere “bohémienne”, rendendola animato punto di ritrovo di giovani e intellettuali soprattutto nelle ore notturne e nei localini ubicati alle spalle del monumento al compositore catanese.

Nessuna ronda, – chiosa il consigliere – ma solo rispetto dellacontro omofobia libertà altrui, di tutti. C’è bisogno di seri controlli nei posti della movida del centro storico. Non serve la militarizzazione, ma un normale controllo del territorio dalle 22 alle 2 di notte, perché anche una semplice divisa per le strade può costituire un valido deterrente al crimine”.

VicoloStorto

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