PRC spiega il proprio voto in Consiglio Comunale…..lettera a Ferrero

Il PRC spiega le ragioni del voto al bilancio approvato in Consiglio Comunale. Le motivazioni, i punti critici, le eccellenze e le delusioni spiegate in una lettera indirizzata al Segretario del Partito della Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.

PRC

Al Segretario Nazionale del P.R.C.

Compagno Paolo Ferrero

Oggetto: Comune di Napoli

Egr. Paolo,

avrai saputo che l’Amministrazione Comunale di Napoli ha votato il bilancio preventivo 2009 il 7 maggio scorso con questo esito:

  • 32 SI

  • 4 NO

  • 2 AST.

Rifondazione Comunista ha votato a favore.

In merito alla posizione del nostro Partito si osserva quanto segue.

foto bilancioInnanzitutto mi preme precisare che il Commissario Straordinario Compagno Giusto Catania è stato dettagliatamente informato sulle vicende “macro” dell’intera manovra finanziaria. Ancora, diverse settimane prima ho avuto modo di recapitare a Giusto Catania la relazione del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Napoli.

Infine, il Gruppo Comunale, assieme al Compagno Commissario, ha deciso di votare a favore per i motivi che qui sintetizzo e nel pieno rispetto del mandato da te ricevuto, ovvero valutando caso per caso e stabilendo di volta in volta i consequenziali atteggiamenti.

Come ti appare chiaro il contesto internazionale che sta iniziando a scontare una recessione senza precedenti non è del tutto estraneo per gli effetti indotti che crea nei rapporti fra i Governi nazionali ed a loro volta tra quest’ultimi e gli enti locali di riferimento.

In questo scenario mentre l’America immette nell’economia 787 miliardi di dollari per una politica protezionistica atta a sostenere la produzione e lo stato sociale interni, analoga politica assistenziale pubblica viene fatta da mezza Europa, a partire da Spagna, Francia e Germania, l’Italia all’ultimo G7 si è preoccupata di lanciare un nuovo presunto ordine mondiale attraverso un rinnovato rapporto con le istituzioni finanziarie e le banche. Non solo, si dichiara apertamente contraria a politiche di protezione del sistema economico e l’unica preoccupazione rimane la stabilizzazione dei mercati.

Come a dire: chi ha provocato la crisi va rafforzato.

Questa mentalità, di un centro destra che pensa a fare macelleria sociale, viene usata come una pesantissima scure sugli enti locali, attaccati dall’alto e strangolati da tre principali macro-elementi: una rigorosissima interpretazione, rigida e restrittiva, del patto di stabilità interno, una legislazione invasiva nei confronti degli enti territoriali che aumenta le responsabilità e sottrae risorse, ingerendo insopportabilmente nell’operato di quest’ultimi, sempre meno trasferimenti erariali che diventano ormai un dato strutturale.

L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, di cui sono esponente del Consiglio Nazionale, ha dimostrato empiricamente che le politiche economiche di Tremonti e del Governo Berlusconi stanno falcidiando i Comuni italiani.

A seguito della mancata reversale ICI prima casa, per la sua abolizione, e ai tagli ai contributi ordinari si contano 1.251.000.000,00 in meno (ICI meno 800 milioni, contributi meno 451 milioni). Politiche Giovanili (- 55 milioni), Edilizia scolastica (- 23 milioni), trasporto pubblico (- 37 milioni), Fondo per le politiche sociali (- 275 milioni), Fondo per l’esclusione sociale (- 100 milioni), Fondo unico per lo spettacolo (- 100 milioni).

Quanto stock di debito producono i Comuni per il funzionamento dell’intera Pubblica Amministrazione?

A fronte di un indebitamento di 1663 miliardi di euro i Comuni costano appena 4 miliardi di euro (2,9%).

I Comuni italiani contribuiscono al 60% della spesa per investimenti dell’intero paese, producono meno debiti in assoluto e peraltro su di essi grava la maggior parte del risanamento dei conti pubblici (1 miliardo e 340 milioni di euro).

Il Comune di Napoli rispetto al bilancio 2008 registra una flessione di aula_completa_ombracirca 14,3 milioni di euro di entrate tributarie, 4,4 milioni di questi diminuiscono dal gettito dell’addizionale IRPEF. Ciò vuol dire che la diminuzione di produzione della ricchezza locale, già proveniente da un trend consolidato, fa registrare una riduzione della base imponibile in ragione della quale tale entrata viene calcolata. Per essere ancora più chiari la società napoletana diventa più povera e paga meno tasse in funzione di una diminuzione della ricchezza prodotta. Questo dato dimostra che la crisi a Napoli, in Campania e più in generale al sud è più netta che altrove.

A pagare per primi sono i lavoratori e quel sistema di piccole e medie imprese, tante a gestione familiare, gli uni penalizzati da un’offerta di lavoro solo flessibile e da caporalato e gli altri dalla chiusura del credito, vitale per le anticipazioni di cassa, da parte delle banche.

Il bilancio 2009 si preannunciava difficile e complicato e tale è stato.

Non era facile né scontato avanzare in pochi mesi sul terreno della discontinuità e dell’innovazione contabile con una manovra appesantita da rigidità strutturali, minori trasferimenti statali e regionali, scarsa liquidità di cassa.

Contenuti innovativi

  • Non aumentano i costi dei servizi pubblici a domanda individuale (refezione scolastica, campi di calcio, etc.)

  • non si privatizzano le aziende pubbliche né tantomeno si quotano in borsa

  • si indirizza l’ente locale ad essere il regista pubblico del ciclo idrico integrato

  • non aumenta il costo dei biglietti dei mezzi di trasporto.

Tagli e lotta agli sprechi

  • Minori costi per acqua, energia elettrica, telefonia, auto, missioni e viaggi, consulenze.

Eccellenza

Aumento significativo per il welfare municipale con prestazioni, interventi e servizi a favore delle categorie disagiate: minori a rischio (29,5 mil.), disabili (17,6 mil.), sostegno all’abitazione (21 mil.), reddito di cittadinanza (14,5 mil.), attività sociali ed assistenziali di varia natura (13,3 mil.), abbonamenti sociali al trasporto pubblico (7,2 mil.).

Maggiore criticità (tarsu)

Senza dubbio la vicenda della tassa sui rifiuti solidi urbani è la più spinosa e controversa per il suo connotato antipopolare.

Il Governo Prodi con un decreto.legge prima (D.L. 61) e la legge di conversione poi (L. 87) nel 2007 consegna alla Regione Campania, in piena emergenza rifiuti, qualcosa di spaventosamente scorretto: “I Comuni della Regione Campania adottano immediatamente le iniziative urgenti per assicurare che, a decorrere dal 1° gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, … la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti”.

Per il Comune di Napoli questo articolo è una vera catastrofe.

Prima copriva la spesa al 40% ora, per legge, si vede costretto ad aumentare del 60% il costo della tarsu “orizzontalmente” per le oltre 200 mila famiglie napoletane, senza prevedere sconti, rimborsi, agevolazioni e progressività.

Lo stesso Governo Prodi, avveduto della penalizzazione verso i Comuni Campani, aveva tardato i termini della sua applicazione ma il successivo Governo Berlusconi, molto più “illuminato” del precedente, non ha concesso alcuna proroga.

A tal proposito le forze della Sinistra del Consiglio Comunale, capeggiate da Rifondazione Comunista, hanno presentato un emendamento che prevede lo stanziamento di ben 8.900.000,00 Euro per le famiglie più indigenti affinché quest’ultime vengano successivamente rimborsate, nel tempo massimo di 60/90 giorni della cifra sborsata.

A seguito di questo emendamento, che salvaguarderebbe il 10% circa delle famiglie più povere di Napoli, il Consiglio Comunale è chiamato a discutere il regolamento per gli sgravi tarsu entro il prossimo settembre.

Aziende partecipate

Il Comune di Napoli conta ben 24 aziende partecipate di cui ben 7 a totale controllo pubblico come socio unico (100%), 9 al di sopra del 50% e le restanti al di sotto (le non strategiche).

Ai sensi della legge finanziaria 2008 (L. 244/2007) il Consiglio Comunale di Napoli, già nel bilancio preventivo 2008, in ossequio all’articolo 3 – commi 27, 28 e 29 ha decretato la sussistenza del presupposto del necessario “perseguimento delle proprie finalità istituzionali” per 23 società su 24.

Con la manovra in questione, grazie ad un emendamento firmato da PRC, Udeur, PD, PdCI e SDI, l’unica società a non aver ancora ricevuto il citato requisito di legge (Napoli Servizi) se lo è finalmente visto accreditare.

Questo significa che l’azione di Rifondazione Comunista in questi anni non solo ha scongiurato la furia privatizzatrice del centro destra e di ampi settori del centro sinistra (innanzitutto il PD) ma ha definitivamente deliberato il cosiddetto “controllo analogo” di tutte le società partecipate, salvaguardando decine di migliaia di posti di lavoro pubblico.

Mai più liberalizzare, mai più quotare in borsa, mai più licenziare.

no licenziamentiInoltre, proprio in questi giorni è iniziato il programma di riduzione dei compensi e del numero dei componenti dei Consigli di Amministrazione delle società dell’ente (società di gestione delle strisce blu e dei parcheggi a raso Napolipark). Previsione normativa mai rispettata ed ora applicata dal nuovo Assessore alle Risorse Strategiche – Riccardo Realfonzo.

Acqua pubblica

Altra questione strategica per Rifondazione, specialmente nel rapporto con i movimenti sociali, è la sempre aperta vicenda della non privatizzazione dell’acqua quale bene necessario ed insopprimibile.

Una lunga tradizione politica dei comunisti napoletani ha sempre privilegiato il rapporto con i movimenti sociali che chiedono la gestione totalmente pubblica del ciclo integrato idrico.

Battaglia che oggi sembra più possibile grazie alla previsione in bilancio, esattamente nella relazione previsionale e programmatica, che esplicita e candida l’ARIN, partecipata al 100% del Comune di Napoli, a concorrere per la gestione dell’intero ATO 2.

Questo significa che in previsione a gestire l’acqua dei 92 Comunifontanella della Provincia di Napoli (ATO 2) potrebbe essere proprio l’ARIN, ovvero il socio unico Comune di Napoli.

L’acqua pubblica quindi quale diritto assoluto da salvaguardare. Rifondazione Comunista a Napoli e in primis il Capogruppo ne farà un punto fermo e irremovibile.

Per concludere, certamente una larga discussione preventiva ed un confronto nelle sedi di Partito e nella società avrebbero sicuramente corroborato una posizione politica generosa, propositiva, enunciativa. In questo schema risulta, al contrario, assente la partecipazione del corpo intermedio, dei circoli, delle istanze di base, dei luoghi della sinistra diffusa.

Nessun tentativo assolutorio, tuttavia, del Gruppo istituzionale né tantomeno l’uso di toni trionfalistici sull’andamento di una discussione complessa, ma almeno ci saremmo aspettati sedi di discussione e confronti permanenti.

Resto a disposizione.

Cordialità.

Napoli, 28 maggio 2009

Il Presidente del Gruppo P.R.C.

Raffaele Carotenuto

Advertisements

2 Risposte

  1. Riccardo Realfonzo è autenticamente uomo di sinistra!

  2. le ragioni del voto favorevole al bilancio,non mi sembrano convincenti per più motivi:
    1°) le considerazioni di ordine politico generale sull’azione dei governi nei confronti delle politiche finanziarie restrittive sugli Enti locali di per se non giustificano il voto positivo perchè simile atteggiamento varrebbe per tutti i comuni in parti colare del sud.
    2°) in ogni caso proprio per l’assenza di una discussione collettiva di merito poteva rendere comprensibile un voto di astensione che nel riassumere questa difficoltà avrebbe rafforzato quella discontinuità cui ci si dichiara di essere d’accordo;non sarebbe stato necessario inviare la lettera giustificatoria a Ferrero.
    3°) l’errore di non convocare un’assemblea dei componenti del Cpp e dei segretari di circolo per discussione di merito non solo sarebbe stato utile per il merito ,ma sarebbe stato anche piu utile come un ulteriore momento di coesione elettorale invece di distribuire santini o manifesti con facce sorridenti che che di per se non dicono nulla al nostro potenziale elettorato (arcobaleno docet)
    4°) chi impediva al gruppo,a tutti gli effetti parte dirigente del partito, di insistere per fare l’assemblea, in ogni caso convocarla direttamente, facendosi carico della situazione straordinaria; penso che nessuno avrebbe pensato a provvedimenti disciplinari a fronte di una scelta encomiabile non solo per il costume politico, ma anche cristallina tale da fugar dubbi della perfetta autonomia del nostro gruppo consiliare.Quando c’è convinzione la Politica si fa così,almeno così dovrebbero farla i Comunisti; scusatemi per la lungaggine e per qualche nota aspra,fraterni saluti Renato Sellitto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: