La diversità di Rifondazione Comunista

LA DIVERSITA’ DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.

Fonte: Liberazione del 17-04-09

di Sandro Fucito*

immagine-sandro1Indipendentemente dalla gigantesca rappresentazione mediatica del Sistema Romeo, temo che pochi conoscano alcuni aspetti centrali della vicenda: la reale capacità di penetrazione in tutta Italia del Gruppo Romeo (Global service nelle strade di Roma ha vinto nel recente passato un maxiappalto da 720 milioni di euro, la società ha un patrimonio gestito di circa 50 miliardi di euro di immobili), l’imponente schieramento di avvocati, tecnici, funzionari utili a sovvertire decisioni assunte; nonché l’efficace azione di denuncia e contrasto del PRC.

Rifondazione in particolare ha svolto un ruolo di rilievo nella battaglia sul piano di dismissione degli immobili del patrimonio storico votato nel 2004 ed integrato nel 2006 dal consiglio comunale di Napoli.

In quel contesto il PRC, pur attenendosi dal votare, ottenne che tutti coloro, che avevano un reddito familiare inferiore a circa 33 mila euro annui, che non avessero acquistato l’alloggio, potevano restare inquilini del comune di Napoli e l’immobile stralciato dalla vendita. L’esatto contrario di una cartolarizzazione. Un colpo molto forte al tentativo di attuare un enorme numero di aste, predisposte dal gestore stesso in danno di 1800 inquilini. Con la stessa logica che ha visto accrescere il costo delle manutenzioni confidando nell’assenza di controllo, così si è tenntato, attraverso complicate procedure e cavilli, di non rendere nota tale possibilità, manipolando le ulteriori garanzie ottenute in favore degli inquilini in sede di consiglio comunale.

Le ripetute denunce pubbliche del gruppo consiliare, ed in particolare del sottoscritto, hanno determinato inoltre le condizioni per la formale sospensione di tutte le procedure di vendita e l’obbligo per l’amministrazione di recuperare tutti quei casi nei quali andava a compiersi una surrettizia induzione all’asta degli immobili. Essendo risultate non ancora efficaci le pur formali richieste della Giunta comunale, vi sarà un’imminente delibera in tal senso. Una vittoria del PRC ed in verità non l’unica visto che (AnnoZero lo ha abilmente sottaciuto per poter dedicare qualche positiva parola al solo Di Pietro ed al figlio pure coinvolto nell’indagine napoletana) l’ordinanza dei magistrati, che richiedeva l’arresto di Romeo e di altre 12 persone tra politici e funzionari, pure diceva, alle pagine 315 e da 375 a 390, che il sottoscritto “non mancava di denunziare con inequivoche pubbliche interviste” gli affari che si tentavano di predisporre in favore di Romeo e contro le scuole napoletane, attraverso un’incredibile ipotesi di “appalto unico integrato”. Deduco sia ancora possibile incidere, attraverso un assiduo lavoro di controllo dell’attività amministrativa e di elaborazione di proposte politiche alternative, rappresentando così la “diversità” del PRC.

*Consigliere comunale PRC Napoli

VicoloStorto

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