AMIANTO DI STATO…..

AMIANTO DI  STATO….

Il video (6 minuti) mostra quattro cose fondamentali:

1) La realizzazione di una misteriosa vasca impermeabilizzata in cui viene sversata terra visibilmente frammista a altri rifiuti speciali (e poi si vedono anche militari con maschere antigas che circondano la vasca con filo spinato).

2) Lo sbancamento in parallelo di una collinetta, per i lavori di allestimento della discarica. Emerge una discarica abusiva, nella quale c’è anche amianto, come rivelerà in un’intervista a Repubblica Napoli il generale Giannini, parlando di un ritrovamento complessivo di “10.000 tonnellate” del materiale tossico, parzialmente stipato in “sacchi celesti dell’Enel”. In realtà il Sottosegretario Bertolaso e i militari erano a conoscenza della presenza di amianto ancor prima del 28 ottobre, dal momento che esiste un documento all’Asl della Ibi (la ditta incaricata dei lavori) che parla dell’amianto già il 17 ottobre.

3) I lavoratori nella cava non hanno nessuna misura di protezione per l’amianto.

4) L’Ospedale Monaldi è proprio sopra la cava che dovrebbe diventare “discarica”.

Ricerca realizzata dal servizio di Medicina Preventiva e dal servizio di Anatomia Patologica dell’Ospedale Monaldi di Napoli attraverso i loro dirigenti Prof G. Ciannella e prof G. Antinolfi.

Si tratta di una ricerca sulle malattie da asbesto e in particolare sul Carcinoma polmonare e sul Mesotelioma Pleurico (il terribile tumore maligno alla Pleura quasi sempre mortale) attraverso le cartelle cliniche dell’Ospedale Monaldi dal 1997 al 2006. Ricordiamo che il Monaldi è il più accreditato centro di cura delle malattie polmonari della Campania. La ricerca sarà pubblicata a breve sulla rivista Medicina2000. Probabile una prox pubblicazione anche sulla rivista internazionale Lancet, che si è già occupata del caso Campania. Lo scandalo è che per avere questo tipo di informazioni dobbiamo aspettare la spontanea iniziativa di Ospedali accreditati in quel determinato campo come il Monaldi, perchè la compilazione generale del registro tumori viene sistematicamente e non a caso boicottata! Ma questa è un’altra storia…

Dei risultati della ricerca e delle considerazioni dell’equipe scientifica sottolineiamo con grande allarme alcuni punti:

1) Con circa 750 casi di tumori annui diagnosticati dal 2004 al 2007 Napoli risulta la città d’Italia con la più alta incidenza di carcinoma polmonare (e dobbiamo considerare che sono solo i casi diagnosticati al Monaldi, quindi sicuramente una sottostima) – pag3 della ricerca

2) I casi di Mesotelioma Pleurico sono aumentati del 50% nel periodo 2002-2006 rispetto al periodo 1997-2001 ! In particolare sono scesi enormemente i casi da “esposizione professionale” per lavoro (del 60%) e aumentati esponenzialmente gli altri (del 90%) – (pag-3,4). Praticamente ininfluente dal punto di vista della casistica, l’abitudine al fumo dei pazienti. In tutti questi casi, come sottolinea l’equipe scientifica, la causa più accreditata è l’inquinamento ambientale, la manutenzione impropria dell’amianto e in particolare quindi le discariche abusive dello stesso. Significativa in tal senso appare ad esempio la casistica in aree come Pianura. Ma anche a Napoli-Nord

3) L’equipe sottolinea con preoccupazione in particolare i meccanismi di inquinamento, oltre che dell’aria, delle falde acquifere laddove esistono discariche abusive e invita a fare bonifiche particolarmente accurate. E anche magari a ricercare altri sversamenti nelle aree di picco della statistica.

Tutto questo porta a riflessioni molto gravi anche sulla situazione dell’area di Chiaiano! (E del resto il prof. Ciannella da tempo ha lanciato l’allarme sui rischi a Chiaiano)

discarica_01Lo studio ricorda infatti che il manifestarsi del tumore avviene con un ritardo medio di 20-30 anni dall’esposizione (e si spiegano così i dati su Pianura, discarica abusiva e regionale per decenni). Ne deriva la gravità delle scelte di Bertolaso dopo il ritrovamento degli ingenti sversamenti abusivi di amianto proprio nella cava del Poligono in cui insiste a costruire la discarica:

a) Per come è stato movimentato l’amianto nella prima fase e anche adesso.


b) Per aver ritenuto che basta rimuovere il materiale senza far verifiche e studi sulle falde sottostanti. Anzi è stato tenuto all’aria e alla pioggia per settimane!

c) Soprattutto per non aver provveduto a sequestrare tutto per avviare indagini approfondite in tutta l’area e una bonifica complessiva! Una responsabiità che coinvolge anche l’inerzia della Procura di Napoli.

Ricordiamo infatti che la discarica abusiva, con centinaia e forse migliaia di tonnellate di amianto, non è venuta alla luce nelle indagini ambientali di luglio (che evidentemente furono oltremodo superficiali), ma “casualmente” in seguito ai lavori!! Perchè non dovrebbero essercene altre intorno!?

Ci chiediamo chi si assumerà la responsabilità di un disastro sanitario davanti alla popolazione e se anche l’informazione non dovrebbe finalmente rivedere i suoi tabù e criticare più liberamente le scelte di Bertolaso quando toccano la salute dei cittadini.

VicoloStorto

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