IL CASO NAPOLI…….

Proponiamo qui di seguito alcuni punti dell’ordinanza del Tribunale di Napoli sul caso ROMEO in cui sono indagati (oltre ad Alfredo Romeo) imprenditori parlamentari ed amministratori cittadini e provinciali. Si è parlato in queste ore di alcuni consiglieri che già da tempo avevano segnalato tale disegno criminale. Il consigliere Alessandro Fucito (Partito della Rifondazione Comunista) è uno di questi e viene più volte indicato nella suddetta ordinanza come colui che riesce perfettamente a ricostruire e confermare l’iter intercettizio e procedurale dei magistrati. Crediamo doveroso divulgare quanto scritto affinché i lettori abbiano un’idea più chiara di quanto sta accadendo nel Comune di Napoli, lo facciamo a tal proposito pubblicando non pensieri a caldo ma ciò che è stato esaminato ed approfondito dal Tribunale di Napoli.

 

fucito-jpg(…)Appare opportuno – onde comprendere la strategia adoperata dal GAMBALE in sede consiliare per ottenere l’approvazione del progetto – riportare quanto dichiarato dal Consigliere ALESSANDRO FUCITO ai pp.mm. che lo hanno ascoltato, anche con riguardo a questo specifico appalto, in data 7.3.2008 e che ha ricostruito, in maniera del tutto conforme a quanto emerso dal materiale intercettizio, l’iter procedimentale del progetto in esame.(…)

(…)È agevole avvedersi che il “progetto GAMBALE” per l’edilizia scolastica, fino a quando non è stato formalmente revocato – ovvero in data successiva al fatidico 31/1/2008 – è andato avanti speditamente ed in maniera del tutto conforme a quanto stabilito e voluto dal GAMBALE  e dal ROMEO che hanno predisposto tutto a che l’iter procedimentale successivo fosse solo una mera formalità.

Il riscontro alla fondatezza della prospettazione accusatoria – laddove ravvisa il precipuo e parallelo obiettivo di tale progetto nel perseguimento dell’interesse di uno specifico ed individuato imprenditore – si coglie nelle stesse esternazioni del Consigliere di maggioranza ALESSANDRO FUCITO che manifesta delle perplessità, non solo e non tanto sul merito del progetto in parola, quanto, piuttosto, sul metodo, essendo evidente che, per come strutturato sembra essere – anche in questo caso – un abito “cucito addosso” ad ALFREDO ROMEO.

Evidentemente all’interno dell’amministrazione comunale di Napoli, così come accaduto nella seduta consiliare di approvazione definitiva del progetto “Nugnes” (“global service” strade cittadine), era noto che i singoli assessori tendevano a proporre e far approvare progetti che, con modalità analoghe, erano finalizzati non certo a tutelare o perseguire l’interesse pubblico ed a garantire la libera concorrenza, ma sempre ed esclusivamente a favorire un unico imprenditore, ALFREDO ROMEO. (…)

(…)Anche nel caso di specie – come accennato – era chiaro ai medesimi consiglieri di maggioranza quali fossero gli obiettivi reconditi del progetto.

Al riguardo è interessante leggere quanto dichiarato dal Consigliere ALESSANDRO FUCITO un un’intervista ad un quotidiano locale e pubblicata l’8.9.2007, che ebbe a suscitare sconcerto tra i protagonisti della vicenda, senza peraltro fermarli.

L’articolo in questione è stato rinvenuto all’interno della documentazione acquisita presso l’amministrazione comunale (cfr. all. 15 alla nota citata) accompagnata da una nota dell’assessore GAMBALE.

Il FUCITO pubblicamente denuncia il “disegno criminale”, al punto che il giornalista pubblica l’articolo con il seguente, eloquente titolo:”LA DENUNCIA. L’AFFONDO DI FUCITO (PRC): “ROMEO CANDIDATA A GESTIRE EDILIZIA E REFEZIONE SCOLASTICA”.

Il contenuto dell’articolo è molto più duro e diretto: il consigliere non solo accusa l’amministrazione comunale e, in particolare, l’assessore GAMBALE di voler indire un appalto in materia scolastica chiaramente “costruito” per favorire le imprese del ROMEO, ma denuncia altresì gli ulteriori favoritismi goduti da costui in altri campi di interesse dell’amministrazione e, in particolare, negli appalti già concessi per la ristrutturazione di tre edifici confiscati ai clan camorristici campani ed affidati al patrimonio dell’amministrazione comunale.

La suddetta nota, a firma del GAMBALE contiene un chiaro invito a recedere dalla linea “pubblica” intrapresa e rappresenta lo sconcerto ed il disorientamento dell’assessore per le accuse mosse dal FUCITO laddove quast’ultimo fa esplicito riferimento ad una specifica ditta che si aggiudicherà l’appalto sebbene non sia stata ancora indetta la relativa gara, non mancando di “ricordare” al consigliere comunale come anch’egli sia stato tra coloro che hanno approvato la linea programmatica del suddetto progetto per l’edilizia scolastica, alludendo al voto da lui espresso in occasione dell’approvazione della delibera avente ad oggetto la relazione programmatica al bilancio del 2007.

A tal proposito, come detto, il consigliere FUCITO, in data 7.3.2008, ebbe a dichiarare ai Pm procedenti, con riguardo al suddetto articolo ed alla richiamata nota del GAMBALE quanto segue:

Adr.”confermo, come mi viene chiesto, che sono stato promotore unitamente al gruppo politico di cui faccio parte (Rifondazione Comunista), di diverse denunzie di carattere politico venti ad oggetto alcune iniziative assunte con riguardo a progetti di affidamento di appalti in materia di gestione integrata dei servizi di manutenzione delle scuole cittadine, di alcuni immobili acquisiti al patrimonio comunale all’esito di provvedimenti giudiziari, nonché alla gestione delle unità immobiliare di proprietà del Comune, affidati alla società ROMEO”

Adr.”in un’altra delibera l’assessore GAMBALE proponeva l’affidamento in gestione integrata dei servizi collegati all’edilizia scolastica; in altre parole proponeva di affidare ad un’unica ditta o ad un’ATI sia la manutenzione degli edifici scolastici sia la fornitura di cibo (refezione). Si trattava di una appalto triennale del valore di 26 milioni di euro l’anno. Prima di chiarire le ragioni per cui mi sono opposto a tale progetto, che nei giorni scorsi è stato ufficialmente revocato, devo precisare che questa idea GAMBALE l’aveva iniziata a coltivarla fin dal marzo del 2007, quando sottopose alla firma di tutti i presidenti di Municipalità un protocollo a cui si accennava a questo servizio integrato. Sebbene vi fu qualche presidente, fra cui in particolare ricordo Balzano e Principe, che sollevarono qualche ostacolo, alla fine lo sottoscrissero tutti. Questo protocollo venne inserito, insieme ad altre centinaia di atti, quale allegato alla relazione programmatica al bilancio del 2007 e sottoposta all’approvazione del Consiglio. Ho votato anche io favorevolmente a quella votazione, ma non avevo letto tutti gli allegati ed essa, ed in particolare non avevo cognizione che ad essa fosse allegata quel protocollo, altrimenti non l’avrei votata. Devo chiarire che se non ho avuto percezione di quel protocollo ciò non fu dovuto ad una mia negligenza: per come era formato l’atto non venni messo in condizione di poter leggere quel protocollo. Si trattava di ben 1200 pagine di relazione da leggere in 48 ore insieme a 25 delibere ed al bilancio composto a sua volta di ulteriori 1000 pagine. Del resto non fui l’unico a non aver preso cognizione di quel protocollo, giacchè confrontandomi con altri colleghi, mi resi conto che nessun componente il Consiglio comunale sapeva nulla di quel documento, compreso lo stesso Vice.sindaco. gli unici che certamente conoscevano nel dettaglio quel documento ed erano consapevoli che fosse stato allegato alla relazione programmatica erano l’assessore proponente, cioè GAMBALE, ed i tecnici che predisposero la documentazione allegata al bilancio.

Adr:”ero contrario a quel modello di affidamento sia perché, a mio parere, un gestore unico non avrebbe garantito in maniera adeguata sia la manutenzione immobiliare delle scuole che il servizio di refezione, sia perché quel progetto sembrava favorire l’impresa ROMEO, giacchè non vedevo altri concorrenti in condizione di poter acquisire quell’appalto. Il gruppo ROMEO, infatti, mi sembrava l’unico a poter sopportare i ritardi di pagamento che verosimilmente vi sarebbero stati, tenendo presente che il comune allo stato riesce a pagare i propri creditori con circa un anno di ritardo.

Devo altresì aggiungere che quel sospetto destava le mie perplessità anche per un’altra ragione: si assumeva la prevalenza dei servizi rispetto alle forniture, nonostante che l’importo da destinare alla manutenzione, pari a 6 milioni di euro, fosse di gran lunga inferiore rispetto alla fornitura dei pasti, pari a 20 milioni. Inoltre trovavo anomalocce a decidere non fossero i consigli municipali,a mio parere gli unici organi competenti. Infatti, non erano sufficienti, ritengo, i parei favorevoli dei presidenti delle Municipalità espressi con la sottoscrizione di quel protocollo. Infine ritenevo che la ditta aggiudicataria non sarebbe stata in condizione di fornire pasti di qualità adeguata, in considerazione dell’elevata quantità da fornire”

Adr.” Il 31.7.2007 si è riunita la commissione da me presieduta per discutere con l’assessore GAMBALE su quella sua idea di gestore unico. In quella occasione ho espresso le mie perplessità, come emerge dal verbale di seduta che produco. Devo dire che alcuni consiglieri esterni alla commissione, che pure parteciparono alla seduta erano favorevoli all’idea di GAMBALE, come per esempio il consigliere MONTEMARANO. Il 2 o 3 agosto successivo, quel progetto ha costituito oggetto di una delle circa 50 delibere approvate dalla giunta. Quando sono rientrato dalle ferie, appreso il contenuto di quelle delibere ho rilasciato l’intervista che mi è stata letta. Nei giorni successivi, GAMBALE mi ha scritto una lettera, indirizzata anche ad altri organi, in cui criticava il contenuto di quella intervista e mi invitava a denunciare all’A.G., non senza ricordarmi incidentalmente che in precedenza avevo espresso parere favorevole anche io a quel provvedimento. In realtà io sono stato sempre contrario a quell’idea e GAMBALE lo sapeva bene. Egli, con quell’affermazione, intendeva alludere al mio voto favorevole in occasione dell’approvazione del bilancio 2007 a cui era allegato quel protocollo a cui ho fatto riferimento, e di cui come ho chiarito, non presi cognizione. A quella lettera risposi pubblicamente in occasione del successivo consiglio comunale nel corso del quale ribadii le mie aspre critiche a quel progetto, prospettando anche mie dimissioni”.

L’acquisizione presso l’amministrazione comunale di tutta la documentazione relativa al progetto in parola, offre una ulteriore conferma alla fondatezza della ricostruzione esposta e della interpretazione data alle conversazioni riportate. Veniva, infatti, rinvenuto il famigerato documento di “assenso” sottoscritto – dopo l’incisivo intervento dell’ing. PISCITELLI sul presidente BALZANO – dai dieci presidenti delle Municipalità.

Dalla sua lettura può agevolmente constatarsi come il primo dei firmatari sia proprio quello che era apparso maggiormente recalcitrante, vale a dire il Consigliere GIUSEPPE BALZANO (cfr. all. 1 alla informativa del 2.4.2008).

Il detto documento di intesa veniva trasfuso all’interno della delibera di approvazione di Bilancio per l’anno 2007, nascosto – ci dirà il FUCITO – nelle pieghe del mastodontico provvedimento (inserito alle pp. 1009 e 1010 dei documenti allegati alla delibera (cfr. all. 2 della citata informativa).(…)

 

VicoloStorto

 

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Una Risposta

  1. […] (si confrontino le pagg.  315, 375, 385, 387, 388, 391, 392, 528 dell’ordinanza cautelare – vedi anche la trascrizione sul blog vicolostorto) occupandosi di refezione scolastica e di patrimonio edilizio comunale in dismissione, […]

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