Rete Campana Salute Ambiente

La crisi la paghino le banche e gli industriali, noi generalizziamo lo sciopero del 12 contro precarietà e privatizzazioni per la difesa dei beni comuni.

controcrisiCome Rete Campana Salute Ambiente ci battiamo da anni nei territori della regione per una diversa gestione dei rifiuti senza inceneritori e megadiscariche, per un piano alternativo verso rifiuti zero, capace di farci uscire dall’emergenza sanitaria e democratica che le classi dirigenti di questa regione e di questo paese hanno creato ad arte per continuare a rubare soldi pubblici. Centro-destra e centro-sinistra sono all’origine di questo disastro che per oltre trent’anni ha permesso ad ecomafie ed aziende senza scrupoli di avvelenare il territorio e le nostre vite, facendo diventare la Campania un’enorme discarica piena di rifiuti tossici e nocivi con il conseguente aumento di tumori e patologie mortali. Ed oggi invece di bonificare i territori devastati, vorrebbero continuare ad inquinarli con nuove discariche ed altre macchine di morte che si chiamano inceneritori, usando la crisi per permettere a nuove lobbie di arricchirsi sulla nostra pelle attraverso la frode del finanziamento pubblico dei CIP 6. In questi lunghi anni, infatti, le comunità ed i comitati che si sono battuti per difendere salute ed ambiente non hanno incontrato nessuna solidarietà concreta, se non quella di altre comunità in lotta, realtà di base e movimenti sociali. L’estensione delle resistenze contro il criminale piano ed il meticoloso lavoro di controinformazione ha fatto diventare consapevolezza comune che l’unica strada percorribile è quella da sempre rivendicata dai comitati, incentrata sulla differenziata porta a porta e su di un ciclo di gestione a freddo, naturale, più economico e capace di creare nuova occupazione. Per questo il potere è dovuto ricorrere a nuove leggi speciali ed alla militarizzazione dei territori con il beneplacito delle forze politiche ed il silenzio dei sindacati confederali, anch’essi apertamente schierati su posizioni filoinceneritoriste. Ma la vicenda rifiuti è sintomatica di una crisi di sistema più generale che viene fatta ricadere sulla stragrande maggioranza, nel tentativo di farla pagare ai lavoratori, ai precari, agli studenti. Una crisi che prende la forma di aggressione e sfruttamento dei territori con la capitalismopolitica delle grandi opere, di tagli ai servizi essenziali ed all’istruzione, di misure che precarizzano ancora il lavoro e la vita. Il movimento studentesco e la più generale mobilitazione contro i tagli per l’istruzione che ha riempito piazze, scuole ed università in queste settimane al grido di “noi la crisi non la paghiamo” ha avuto la capacità di mettere in discussione un governo che sembrava inscalfibile, ma soprattutto di lanciare un appello a tutti i settori sociali colpiti dalle sue politiche economiche, sociali ed ambientali. Anche grazie a questo movimento, e dopo lo sciopero generale autorganizzato del 17 Ottobre con oltre 300 000 persone in piazza, la CGIL è stata costretta a convocare lo sciopero generale per il prossimo 12 Dicembre, data già precedentemente lanciata dalla FIOM e dal sindacalismo di base per proclamare il secondo sciopero. Noi crediamo che questa doppia convocazione per la stessa data sia un fatto importante, che recepisce un sentire comune diffuso e ci auguriamo che ne seguano altre, anche perché non abbiamo nessuna fiducia dell’opposizione parlamentare a cui si deve l’avvio o la sostanziale continuità delle politiche di privatizzazione e precarizzazione. L’appuntamento è alle ore 9:30 in piazza Mancini ed il corteo raggiungerà piazza Plebiscito attraversando corso Umberto. Facciamo appello ai movimenti sociali, al movimento studentesco, ai centri sociali, alle resistenze territoriali ed alle altre realtà di base, affinché quella diventi la piazza dell’opposizione sociale. Un’opposizione sociale autonoma, antiliberista ed anticoncertativa, capace di parlare al resto dei lavoratori che quel giorno sciopereranno per unificare le resistenze e bloccare i disegni di devastazione economica, sociale e territoriale messi in campo.

VicoloStorto

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