11 OTTOBRE…COMUNISTI IN PIAZZA

11 Ottobre 2008, vicoli di Napoli per la capitale

L’11 Ottobre, a Roma, ci sono stati anche un po’ di vicoli di Napoli.

 I “vicoli” sono quelle stradine in cui la politica tende a non infilarci il naso. Sono luoghi costituiti da sedimenti storici di vita quotidiano che brulicano senza pausa. Fra i rumori e le voci di questi vicoli storti, i perenni razzi di capodanno, le bestemmie dei poveracci, i richiami dei venditori, i gemiti dei sofferenti, ci sono anche ragazzini che affrontano i propri pensieri, coltivano i propri sogni. Noi gli abbiamo chiesto di liberarli e scatenarli in urli da sfogare nella nostra manifestazione di sabato. “A iurnat è ‘nu muorzo”, scrive Erri De Luca, e trascorrerla tra il barcamenarsi del lavoro-non lavoro, dei quattrini che non bastano mai, delle afflizioni dei diritti negati, significa, forse, non vivere. E così le donne di questi vicoli si ritrovano a 50 anni, si guardano indietro e vedono tutto il non vissuto, cosa poteva essere e non è stato. A queste donne restano i figli e proseguono la loro avventura in questo mondo sperando per questi ragazzi un futuro fuori dal “vicolo storto”. Alcuni di loro, per sfuggire per un giorno da “o’ stess muorz’ e iurnat’” sono saliti a bordo dei nostri autobus, magari non perché persuasi della “giornata di lotta”, ma per capire un po’ com’è il mondo fuori. Per capire se esiste un altro posto dove non ti vengono a nascondere “’a munnezz’” nei vicoli, nelle periferie urbane e suburbane, per poi raccontare all’Italia intera che quella monnezza non c’è più.

Lo sentono dire, trionfalisticamente, ai TG mentre fuori hai cumuli di rifiuti sotto al balcone che non vengono  prelevati perché abiti i vicoli, e se affacci su di una discarica allora è solo questione di tempo, verrà a prenderti un tumore.

Dai vicoli non scappi, tendi a non venirne fuori, esiste un’ economia parallela che ti consente di sopravvivere alle crisi, un tipo di economia che se ne sbatte delle crisi delle Borse. Nei Quartieri Spagnoli a Montecalvario, o nel Lavinaio al Mercato, la crisi delle Borse avviene quando vi è un improvviso calo di vendite delle borsette contraffatte nelle botteghe di quei vicoli. Allora c’è da preoccuparsi perché si incorre nel rischio concreto di non mettere il piatto a tavola nel fine settimana, altro che fine mese (quegli operai vengono pagati per settimana…rigorosamente a nero).

Dai vicoli di Napoli vieni buttato fuori solo quando “o’ padron’ e cas’” ti intima lo sfratto per morosità, è il padrone più temuto; e allora iniziano le contorsioni, le crisi convulsive per restarci in quel vicolo, perché non sai dove andare, perché la violenta estirpazione da quell’humus diventa insopportabile di fronte all’indeterminatezza del futuro. Molti di queste donne e di questi uomini hanno raggiunto le piazze in cui Rifondazione Comunista ha organizzato i suoi “autobus sociali”, sono venuti fuori dai vicoli di Forcella, Scampia, Santa Chiara, Fuorigrotta, Ponticelli, Montedidio. Hanno raggiunto le Piazze per un giorno.

Uno dei luoghi di questo concentramento è stata la piazza intitolata a Nicola Amore, sindaco di una Napoli ottocentesca che viveva il degrado, miscuglio di colera e malapolitica.

Nicola Amore, uomo burbero e poco incline ai compromessi, avviò una profonda stagione di risanamento, demolì i luoghi del degrado e edificò le importanti arterie del centro storico napoletano quali il Rettifilo e Via Duomo, si spese perché quei nuovi edifici fossero abitati dalla stessa gente che abitava i vicoli abbattuti, consentendo che le locazioni fossero alla portata di tutti.

Ci riuscì vincendo la resistenza dei partiti politici che, già allora, spalleggiavano palazzinari a caccia dell’affare. Alle elezioni successive i potenti di allora ostacolarono la sua ricandidatura nonostante l’affetto del suo popolo, quello dei vicoli a cui aveva saputo dare case dignitose e servizio sanitario pubblico decoroso (oltre che nuovi edifici scolastici per l’alfabetizzazione dei quartieri popolari). Sabato, a Roma, abbiamo portato con noi quel frammento di storia.

Per dire, al governo nazionale come a quello locale, che i nostri vicoli e chi li popola, per arrivare dignitosamente a fine mese, proprio non ha bisogno di intrighi di palazzo, guerre intestine di partiti, indigeribili alchimie fra potenti, ma, piuttosto, di una nuova politica di risanamento, a partire dalle nostre periferie. Questi vicoli hanno bisogno, oltre che di un serio progetto politico a lunga scadenza, del coraggio di uomini e donne pronti a sfidare la malapolitica, la collusione di questa col malaffare, gli interessi dei ceti politici.

Pochi sanno che la statua intitolata a Nicola Amore, un tempo, era collocata nell’omonima piazza.

Quando Hitler partecipò ad una parata a Napoli,nel 1938, la statua di Nicola Amore fu rimossa “perché avrebbe ostruito” il transito del corteo per il Rettifilo. A noi interessa fino ad un certo punto che la statua di quel sindaco venga ricollocata al suo posto originario (magari a lavori ultimati della metropolitana…) A noi sta a cuore che le amministrazioni e i governi di oggi recuperino quello spirito di epoche lontane e differenti ma con tante analogie (colera – rifiuti; malapolitica – gruppi d’affare; partiti incapaci).

 Rifondazione Comunista, i suoi uomini e le sue donne, facciano la loro parte.

Circolo PRC “Massimo Troisi” – Centro Storico, Napoli

VicoloStorto

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