Fascisti a Pianura….

A Pianura un ulteriore episodio di violenza contro le deboli comunità di immigrati: la speculazione edilizia e la barbarie fascista i veri interessi dietro una vicenda che viene contrabbandata come bisogno diffuso della cittadinanza di “vivibilità” e “sicurezza”. Protagonista in prima linea, un losco figuro dal noto profilo, artefice peraltro di una vergognosa aggressione squadrista ai danni di un noto attivista napoletano – ignorata dai mass media – alla quale non possiamo fare a meno di dare (purtroppo) visibilità.

 I FATTI:

Una trentina di donne, residenti a Pianura, è scesa in strada per una contro-manifestazione: con tre cassonetti hanno fisicamente impedito che il corteo antirazzismo degli immigrati procedesse verso piazza San Giorgio, tappa finale del percorso autorizzato. E’ questa l’origine del blocco stradale su via Napoli, dove gli immigrati hanno sostato più del previsto, impedendo di fatto la circolazione. La situazione è rientrata nel momento in cui la polizia ha rimosso gli ostacoli. A fianco degli stranieri ha sfilato anche il presidente della Municipalità Fabio Tirelli, accompagnato da alcuni componenti di centrosinistra della sua squadra. Una partecipazione contestata dalle donne, che stanno discutendo con i rappresentanti amministrativi del quartiere per un incontro. Intanto, fra le file degli immigrati, al megafono, Abudakar incita a “non cadere nelle provocazioni”. Dal corteo si è fatta sentire più forte la voce dei partecipanti, che gridano: “Vergogna, vergogna”. Gli abitanti del quartiere hanno cercato di impedire agli immigrati impegnati nel corteo contro il razzismo di rientrare nei loro alloggi. Un giornalista è stato malmenato, e uno dei manifestanti è stato spinto a terra da un gruppo di persone del posto, che ha provato ad aggredirlo. L’immigrato è stato salvato da un carabiniere; uno degli aggressori è stato fermato. Fomentati dalle donne, gli abitanti di Pianura hanno formato un cordone umano per impedire agli immigrati di rientrare, in via dell’Avvenire, nel fabbricato da loro occupato, giudicato fatiscente e che avrebbe quindi dovuto essere sgomberato nei giorni scorsi. Spintoni e insulti nella calca, poi le forze dell’ordine sono riuscite ad aprire un varco e a far rientrare gli immigrati. Gli immigrati al prefetto: “Abbiamo paura”. E’ un nuovo SOS quello lanciato dagli immigrati al prefetto. Alla fine della manifestazione il portavoce dei manifestanti ha lanciato un appello al prefetto di Napoli. “Abbiamo paura per la nostra sicurezza – ha detto Aboubakar Soumahoro – Chiediamo al Prefetto di mantenere il presidio delle forze dell’ordine in via dell’Avvenire, perché ci difendano. Abbiamo subito nei giorni scorsi aggressioni verbali e fisiche, e non vogliamo che accada a Napoli quello che è successo a Castel Volturno e a Milano”. Intanto le donne del quartiere, protagoniste di una contromanifestazione che ha portato agli scontri, stanno raccogliendo delle firme da presentare in questura, “per denunciare le forze dell’ordine – spiegano – che ci hanno aggredito”.

(fonte Repubblica)

Vicolostorto

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