CRISI DELLO STATO SOCIALE E TUTELA DEI NUOVI DIRITTI

CRISI DELLO STATO SOCIALE E TUTELA DEI NUOVI DIRITTI, il 25 Settembre a Napoli un partecipato dibattito (mentre a Pianura si scatenava la “guerra di razza”)

“Crisi dello stato sociale e tutela dei nuovi diritti”. Un titolo difficile per un riuscitissimo convegno organizzato dai Giuristi Democratici di Napoli che ha visto la partecipazione di un nutrito parterre di oratori. “L’assalto ai campi Rom a Ponticelli, l’omicidio di Abdul Salam Giubre a Milano, le violenze ai danni di gay e lesbiche a Napoli e a Roma, hanno rappresentato l’impressionante sequenza di razzismo e violenza xenofoba ed omofobica che continua a funestare la cronaca delle ultime settimane.”, è stato questo il leitmotiv  di un incontro che ha visto la partecipazione, attenta e appassionata, di oltre duecento persone. Non ceto politico, non addetti ai lavori, ma quella parte dei napoletani che ancora riesce ad alzare la voce contro il razzismo, omofobia, xenofobia, discriminazione di genere. Ci spiega Salvatore Romano, del comitato organizzatore del convegno, che è stato proprio il silenzio o la minimizzazione dei maggiori organi di informazione, alimentato dalle politiche demagogiche e discriminatorie del governo, a convincerli dell’urgenza di mettere in rete associazioni e organizzazioni “collocate a sinistra” per costruire una prima opposizione sociale alla campagna di disinformazione messa in campo dalle destre. Oltre alla presidente dei Giuristi Democratici, Elena Coccia, erano presenti consiglieri e presidenti di municipalità che si spendono da anni per il riconoscimento delle coppie di fatto con l’istituzione del registro per le unioni civili, tentativo che non va in porta per “la fiera opposizione del Partito democratico”, come spiegava Mario Coppeto, presidente della V Municipalità di Napoli, “una scelta politica che ha come pena l’isolamento politico”. Non è passata in secondo piano la notizia che il giovane aggressore di Piazza Bellini (il delinquente che aveva scaraventato un bicchiere sul volto di una giovanissima ragazza, rea di baciarsi in pubblico con la propria compagna) è tornato a piede libero (e a frequentare la piazza abitualmente ritrovo della comunità gay napoletana) dopo che gli arresti domiciliari sono decaduti per difetto di forma. Tornerà in piazza e, forse, incontrerà quella ragazza, sfregiata. Molti i dirigenti di Rifondazione Comunista presenti all’incontro, fra questi Imma Barbarossa, responsabile nazionale del dipartimento Nuovi Diritti, autrice di un applauditissimo intervento, che, nel suo articolato intervento, ha invitato ad “una mobilitazione dell’Italia democratica a difesa dei principi di civile convivenza sanciti dalla nostra Carta Costituzionale”. Su questa lunghezza d’onda l’associazione I-Ken, Arcilesbica e Arcigay Napoli assieme all’associazione femminista UDI si sono spesi in un coro unanime: occorre tutelare con intensità i nuovi diritti alla sessualità, alla cittadinanza e all’autodeterminazione del proprio corpo. Non sono mancate le critiche piccate nei confronti del Comune di Napoli che non è mai andato oltre una “politica di copertina” sui temi al centro del dibattito. “Il provvedimento ipersecuritario del PD al Comune di Napoli è una vera schifezza”, si sente in sala. Fortuna che il gruppo consiliare del PRC è riuscito a sventare il tentativo di applicare a Napoli la linea Cofferati,mandando all’aria il piano PD – PDL. Scrive lo studioso polacco Zygmunt Bauman sul suo nuovo saggio “Individualmente insieme” che “la produzione di scarti umani è una delle industrie del capitalismo che non conosce crisi. E sono proprio quegli esclusi dalla società ad essere indicati come l’origine dell’insicurezza”. Sembra quasi che Bauman abbia previsto i fatti di ieri a Pianura. Sì, perché mentre era in corso il dibattito giungono notizia del nuovo raid nel quartiere occidentale della città. Non i camorristi che hanno sparato all’impazzata a Castelvolturno giorni addietro ma un gruppo di abitanti “indigeni” che, organizzati da esponenti politici vicino al PDL, hanno organizzato “la cacciata” delle locali comunità originarie del Niger, Burkina Faso e Costa D’Avorio, al grido “NEGRI VIA”.  La domanda che tutti si ponevano ieri era “Quanto conta in questa deriva la dissoluzione di un grande argine democratico contro la deviazione securitaria del PD? O meglio, quanto sono legittimanti gli estremisti di destra nelle loro azioni quando autorevoli esponenti del PD sostengono, implicitamente o esplicitamente, che zingari, rom, extracomunitari costituiscono un problema da “risolvere”?. Indignarsi non basta. Testimoniare i fatti aiuta. Mobilitarsi è un dovere. Partecipare alla manifestazione antirazzista del 4 Ottobre a Roma e, soprattutto a quella dell’11 Ottobre (con concentramento alle 14 in Piazza della Repubblica), è indispensabile per chiunque voglia impedire che questo governo (e la sua inconsistente opposizione parlamentare) continui a lavorare per trasformare le nostre strade, le nostre piazze in polveriere esplosive.

 

Tommaso Fonzo

Segretario PRC Circolo “Massimo Troisi” – Napoli

 

 

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