Pacchetto insicurezza a Napoli……

PACCHETTO INSICUREZZA A NAPOLI…….

(fonte indymedia)

Venerdi 25 luglio in seguito ad uno sgombero di una palazzina, 80 migranti e richiedenti asilo residenti a Pianura, sono stati abbandonati in mezzo alla strada, fuori dalle case in cui vivevano.
Mentre per gli italiani residenti è scattato un piano di pronto intervento e il trasferimento in un centro d’accoglienza, per i migranti (quasi tutti africani) tutto questo non è stato possibile a causa della protesta
di una trentina di residenti fomentati da AN, FI e FN, forti oltretutto dell’approvazione del recente pacchetto sicurezza che avalla ogni comportamento razzista e xenofobo.
Alle resistenze di questo sparuto gruppo di razzisti si aggiunge la sordità e l’ipocrisia dell’amministrazione comunale incapace di trovare una soluzione dignitosa per uomini donne e bambini lasciate a dormire all’addiaccio senza acqua né servizi igienici.
Questa mattina i migranti hanno occupato
 il Duomo di Napoli per dare visibilità alle loro richieste e superare questa assurda situazione. La risposta non si è fatta attendere: il vicario del vescovo richiede lo sgombero e le forze dell’ordine caricano violentemente i dimostranti alla ricerca di clandestini senza permesso di soggiorno.

Gli eventi:

1) Alle ore 8.00 una settantina circa dei migranti di Pianura entra nel Duomo di Napoli accompagnati dagli attivisti della rete antirazzista. Altri aspettano in presidio fuori. Lo scopo è quello di denunciare una discriminazione disumana e insieme di chiedere rifugio e sostegno nel Duomo.

2) Inizialmente il vicario del Cardinale Sepe rifiuta di incontrare gli immigrati se prima non escono dal Duomo, mentre il clima della polizia si fa subito pesantissimo, con continue provocazioni e contraddizioni tra gli stessi funzionari. (Ad esempio alcuni portano avanti la mediazione per incontrare vicario e sindaco e altri contemporaneamente minacciano e fermano i migranti che sono all’esterno).

3) Alle ore 11.00 c’è l’incontro con il vicario, che impegna il Cardinale a una mediazione col sindaco (e perchè non con la polizia che ringhia fuori il Duomo..!?). Contemporaneamente arriva notizia dell’incontro col Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino.

4) Mentre si sta preparando la delegazione arriva la provocazione. Durissima. Un rifugiato della Costa D’Avorio, Moussa Buare, viene fermato all’esterno del Duomo e costretto violentemente dentro la camionetta della polizia. Non se ne capiscono i motivi. In molti usciamo per protestare con le braccia alzate gridando “razzisti!”. Ma malgrado la protesta il ragazzo viene pestato dentro la camionetta davanti agli occhi (e alle cineprese e fotocamere) nostri e dei tanti operatori media. Partono manganellate al rovescio anche sugli altri manifestanti e ne vengono fermati altri due. Celeste Ramos, mediatrice culturale e tra i fermati potrà poi testimoniare che la polizia ha dato a lei un’altra botta sul braccio, ma soprattutto ha continuato a pestare il rifugiato della costa d’avorio fin dentro la questura.

5) Ci chiudiamo allora nel Duomo. La polizia vuole “controllare tutti”. Ma il tono è di minaccia e nessuno si fida, dopo aver visto il trattamento riservato ai tre fermati (tutti con permesso di soggiorno). Si va avanti tra una minaccia e l’altra finché alle 16.00 si apre uno spiraglio di trattativa: due dei fermati vengono rilasciati. Il ragazzo pestato invece prima “scompare” (“è in Questura… non all’ufficio stranieri… non è stato portato all’ospedale per essere refertato..”) e poi, dopo le resistenze degli occupanti, ricompare: è stato portato prima in Ospedale e poi all’ufficio stranieri. Vogliono fare le pulci alla sua domanda d’asilo. Attualmente è ancora lì con un avvocato, ma non dovrebbero esserci problemi. Almeno se la legge vale qualcosa: il ragazzo ha un ricorso in valutazione sulla domanda d’asilo e quindi ha diritto alla permanenza in Italia.

6) Alle 17.00 usciamo dal Duomo per incontrare il Sindaco. Una delegazione ampia di circa 40 persone. Un pò di retorica e poi la proposta del comune: una soluzione transitoria di qualche giorno con la metà dei migranti ospitati in albergo e la metà in una struttura pubblica, in attesa di allestire una struttura di accoglienza più adeguata fra qualche giorno. I rappresentanti dei migranti non possono che evidenziare la loro rabbia e amarezza per i ritardi di questo intervento e per le discriminazioni subite rispetto agli altri sfrattati. Ma decidono di verificare questa soluzione. Al momento una delegazione sta visitando le strutture proposte (quella temporanea e quella di medio periodo) per non avere brutte sorprese come a Scampia (dove mancava davvero tutto per essere abitabile).

Vicolostorto

 

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