QUESTIONE ROM : ECCO L’ALTERNATIVA

NAPOLI – In un periodo in cui tutte le strade sembrano portare a destra, o almeno ai metodi usati dalla destra, in cui attaccare le minoranze, tentare di scacciarle o peggio schiacciarle, sembra esser di moda, esiste una voce fuori dal coro. Una voce che dice un chiaro e netto no a tutti i proclami di “belligeranza” sociale e soprattutto a tutte le operazioni di facciata che, un po’ come le cattive massaie, finiscono con il nascondere lo sporco sotto al tappeto. Pino De Stasio, Consigliere del PRC, è uno degli ultimi irriducibili, romantici e forse un po’ bohemien che hanno il coraggio di andare in bici in questa città. Ovviamente in mountain bike. E proprio da lui arriva un’idea per tentare di risolvere la questione rom a Porta Nolana. Il progetto di De Stasio, obiettivamente un po’ utopico, è quello di creare , usando la sua personale espressione,  “luoghi itineranti” che possano accogliere i gruppi di rom che arrivano e stazionano nel nostro territorio. Una sorta di area di sosta per pellegrini rumeni?”  No, delle aree attrezzate e soprattutto ben controllate, fornite di tutto ciò che occorre per una vita dignitosa. “Un ghetto insomma?!”. Assolutamente no. Lo scopo del progetto, per cui sono già iniziati i sopralluoghi, sarà quello di creare un rapporto di collaborazione tra gli ospiti e la popolazione locale. In che modo? Affidando loro la raccolta differenziata e creando un mercatino del baratto e dell’usato in grado di dare occupazione, decoro urbano, dignità sociale e, ultimo ma non meno importante, movimento economico-commerciale.  “E i soldi?” Semplice.

Esiste un fondo nazionale di 15 milioni di € destinato ai progetti rivolti alla questione dei migranti e inutilizzato. Ma attenzione, la proposta del Consigliere De Stasio non finisce qui. Partendo dall’assunto che molti dei rom hanno reale desiderio di integrazione e altrettanto reali capacità artigiane, immagina di istituire corsi di formazione nei temi dell’artigianato finalizzati all’assunzione o collaborazione con le varie associazioni consorziate. Ricapitoliamo. Le idee ci sono, i soldi a quanto pare anche, i rom certamente non mancano. E allora cosa occorre?

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