Rflessioni sulle dimissioni di Carotenuto dal comitato della federazione della Sinstra

“Viviamo sensa fiutare più sotto di noi il paese”  Osip Mandelshtam ( poeta russo,mandato a morire da Stalin nel Gulag di Vtoraja Reckta il 27 dicembre 1938


Apprendo con rammarico e con rispetto delle dimissioni di Raffaele Carotenuto dal comitato costitutivo della federazione della Sinistra di Napoli e non posso non essere daccordo con lui. Rivedo nei suoi motivi la sofferenza mia e di tanti che decisero all’indomani del congresso di Rimini di restare nel PRC anche non condividendo la linea emersa in quella nefasta e piovosa giornata. Decidemmo di “restare e resistere” , perchè la nostra è una cultura politica non minoritaria ed eravamo convinti di due cose: che sarebbe stato inutile fare un ‘altro partitino della sinistra e che senza il PRC la sinistra unita non vrebbe avuto ragione di essere. Putroppo però a qualche anno di distanza ci troviamo nella ingrata condizione di aprire una riflessione molto critica su ciò che siamo diventati, anzi su ciò che è diventato il ceto politco che oggi governa il PRC e la “galassia atomica” che forma la federazione della sinistra. Da due anni ci si arrovella nel maldestro tentativo di dar un perchè alla nosttra esistenza ed alle  disatrose sconfitte elettorali, senza porsi il problema di fare la cosa più semplice di questo mondo:ascoltare. Ascoltare chi è fuori di noi, chi lavora, chi lotta, chi esprime un dissenso e chi semplicemente cerca un riferimento che non ha più. Un luogo che smette di ascoltare è un non luogo. Putroppo lo stiamo diventanto, e la formazione burocratica di questo organismo ne è la dimostrazione plastica. Ci aspettavamo, noi della base che ancora resiste, che chi in questi anni è stato artefice del disastro avrebbe mandato in campo la primavera, invece l’idea che si ha e che “Il ceto” di una sistra sconfitta dalla storia e dal novecento, si sia rinchiuso nel palazzo come i dittatori dell’est mentre fuori il popolo isorgeva per la libertà. la cosa triste però è che fuori dal nostro di palazzo, non c’è nessuno che insorge.

Nonostante tutto ritengo che tutti quelli che lavorano in e per questa causa siano una risorsa, e lo siano a prescindere dalla permanenza in degli organismi nati dall’ingegneria correntizia. Credo che la federazione della sinistra, che federa ceto minoritario della sinistra, sia un ossimoro insopportabile ma ha senso se inteso come punto di partenza per unire tutto ciò che è ha sinistra del PD in un solo e unico partito in cui possano convivere anche , e non solo, i Comunisti. In cui si vada al di là delle etichette e delle correnti , si provi a cambiare la società. In cui il timone sia preso da una nuova generazione, che habbia il coraggio di provare a guidare il rinnovamento culturale e fare a sinistra “un concilio vaticano II”.

Resto convinto che tutto questo và fatto dall’interno, e so che molti condividono questa idea e per questo credo che val la pena ancora provare. Nonstante tutto e nonostante tutti!!

Patrizio Gragnano


VicoloStorto

Maggio per tutta la vita….

“MAGGIO PER TUTTA LA VITA”


di Raffaele Carotenuto

(tratto da www.ilmondodisuk.com)


San Gennaro

Comincia sedici anni fa, nel 1994, una delle più belle esperienze della città di Napoli: Maggio dei Monumenti. Un’intuizione apparentemente simbolica, vetrina opaca di una città svogliata, una stanca ritualità, un’appagata e misurata scelta amministrativa.  L’anno dopo, siamo nel 1995, il centro storico di Napoli viene dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità per il suo eccezionale valore culturale e la invidiabile posizione geografica.
Quel centro storico più grande d’Europa che conserva più di 400 luoghi di culto e oltre 30 musei che racchiudono 27 secoli di storia “lunga e movimentata”. Una sorta di esposizione all’aperto, un lungo percorso di resti romani e greci, colonne medievali e palazzi storici che diventeranno il fulcro dell’evento internazionale del Maggio dei monumenti. Finalmente la città sembra accorgersi di se stessa, capisce di doversi riappropriare della sua storia.
Questa perla scaramazza incastonata da gente bizzarra e stravagante che esprime creatività, estro e fantasia, attraversata da frammenti di vita non sempre facili, movimenti culturali, artisti e letterati dei secoli addietro e non solo, con un marchio indelebile lasciato dall’inconfondibile stile barocco.
La città scopre i suoi “ori”, quell’inestimabile patrimonio artistico e museale ricompreso in pacchetti turistici oggi venduti in tutto il mondo e punto di riferimento delle maggiori capitali europee quali Parigi, Londra, Madrid.
Non soltanto cucina e musica ma teatro, danza, scrittura, cinema, letteratura che risorgono dal nulla in quel mese dell’anno scandendo con appuntamenti a tema ognuno dei week-end, in una città solo apparentemente rassegnata. Chiese e palazzi storici che si aprono, rassegne e mostre che illuminano bellezze vecchie e nuove, percorsi ritrovati, racconti dei vicoli, credenze popolari che riaffiorano alla memoria dei ricordi. E poi ospitalità, scambi culturali e rinnovato interesse per una città capace di farsi apprezzare alla stregua delle capitali europee. Il suo look è contrassegnato da lineamenti perfetti e da un trucco leggero e penetrante, semplice e misterioso, come quelle donne di classe che sprigionano femminilità, che lasciano immaginare.

Cimitero delle Fontanelle

Quel mese di maggio che resiste all’immondizia degli ultimi quindici anni, alla camorra imprenditrice e stracciona, ai predatori sociali ed economici, ai ladri di sogni. Ma perché solo a maggio? Perché la città di Napoli è alla ricerca di un’identità; una città ancora non compiutamente post-industriale, capace di cogliere le novità ma che ancora troppo spesso lascia cadere, intuitiva dei bisogni collettivi ma inadatta a soddisfarli. Una città che sviluppa una vera e propria cultura dei rapporti di vicinato ma allo stesso tempo propone “gabbie mentali”, stereotipi inaccettabili e “lontananza” amministrativa. Distante dalla sua gente, distratta da eventi superficiali, soffocata da incuria pensante.
Quando riuscirà a capire che può farcela da sola e non delegare ad altri la determinazione del suo destino allora potrà procedere in quel percorso di stratificazione e di cambiamento quale atto imprescindibile per un ritorno alle nobili radici della sua storia.

VicoloStorto

TARSU: Berlusconi aumenta la TARSU

COMUNICATO STAMPA – PRC

Berlusconi aumenta la tassa sui rifiuti ai napoletani


La Giunta Provinciale di Napoli del Presidente Luigi Cesaro subito aumenta la Tarsu dell’8% ai cittadini napoletani. Infatti questa è la conseguenza della legge 26 febbraio 2010, n. 26 che trasferisce in capo alle province campane il costo dell’intero ciclo di gestione dei rifiuti. Così il Governo Berlusconi intende risolvere la questione rifiuti scaricando sui cittadini il sacrificio insopportabile del gravoso balzello. La Provincia di Napoli che non riesce nemmeno a svolgere le riunioni dell’assemblea a S. Maria La Nova trova invece il tempo per aumentare la tassa sui rifiuti. E l’anno prossimo sarà molto peggio. Le bugie del centro destra per il superamento dell’emergenza rifiuti in Campania cominciano ad essere più che evidenti.

Napoli 20.04.2010

Il Presidente PRC – Raffaele Carotenuto

5 x 1000 ALLA SOLIDARIETA’ – PARTITO SOCIALE

Cerchiamo di favorire un processo associativo che prevede la costruzione di un’Associazione di Promozione sociale denominata RAP, Rete per l’Autorganizzazione Popolare.

La rete si sta sviluppando in queste settimane cercando di federare sia le associazioni già esistenti, sia strutturando in forma giuridicamente riconosciuta le iniziative di solidarietà attiva sulle quali siamo impegnati.

L’Associazione art.3 di Roma, federandosi alla RAP ci ha dato la possibilità di poter accedere al finanziamento del 5 per mille già da quest’anno.

VicoloStorto

Piano casa: prevalgono gli interessi forti

COMUNE DI NAPOLI COMUNICATO STAMPA

Piano casa: nella confusione prevalgono gli interessi forti

L’impasse politica in cui è caduta la maggioranza di centro sinistra relativamente alla vicenda del cosiddetto piano casa è indicativa di una forte difficoltà della coalizione, soprattutto del PD, rispetto ai temi dell’urbanistica e dell’assetto del territorio. Siamo di fronte ad una vicenda gravissima in cui emergono responsabilità del Consiglio Regionale della Campania. La legge regionale n. 19 del 28 dicembre 2009 infatti si ispira ad una filosofia “liberista” prevedendo un intervento edilizio massiccio e non ponendo sostanziali limiti all’iniziativa privata. Peraltro, i termini previsti dalla legge in questione (28 febbraio 2010), per i Comuni che avrebbero avuto intenzione di preservare parti del territorio da interventi speculativi, sono troppo perentori e stringenti e non hanno consentito, come le vicende di questi giorni hanno ampiamente dimostrato, un approfondimento adeguato nell’assemblea cittadina. In tale contesto si sono inserite pericolose manovre di settori politici trasversali saldatisi tutt’uno con corposi interessi economici legati alla rendita fondiaria, che hanno fatto si che i tentativi di prorogare i termini con un nuovo intervento legislativo regionale sia stato “artatamente” vanificato dalla mancanza del numero legale nella seduta del Consiglio Regionale del 25 febbraio scorso. Il Coordinamento dei Gruppi Consiliari Comunali napoletani aderenti alla Federazione della Sinistra (PRC, PdCI) esprime la convinzione che un atto deliberativo dell’Amministrazione Comunale sia necessario al fine di salvaguardare ampie parti del territorio cittadino (vedi Bagnoli) da interventi selvaggi, e, pur ritenendo del tutto insufficiente la delibera di Giunta di cui avrebbe dovuto discutere il Consiglio Comunale nelle sedute del 24, 25 e 26 febbraio (una saltata e le successive revocate), è fermamente intenzionato a dare battaglia per respingere la possibilità di interventi di cementificazione selvaggia.

Napoli, 26 febbraio 2010

Raffaele Carotenuto (Capogruppo PRC) Gaetano Sannino (Capogruppo PdCI) Antonio Frattasi (Consigliere Comunale PdCI) Antonio Fellico (Consigliere Comunale PdCI) Alessandro Fucito (Consigliere Comunale PRC) Salvatore Galiero (Consigliere Comunale aderente alla Federazione della Sinistra) Comune di Napoli

Il Mattino 02.02.10 art. R.Capacchione

Rosaria Capacchione

La favoleggiata vincita al lotto era soltanto una chiacchiera.

Nessun arricchimento veloce, nessuna espansione societaria ingiustificata, nessuna traccia di capitali provenienti da soggetti estranei alla società, ancor meno di denaro del boss Michele Zagaria. Invece, bilanci in regola e un know-how fatto di un portafoglio clienti di tutto rispetto. Con queste motivazioni, in sintesi, la I sezione del Tar della Campania (presidente Antonio Guida, consigliere Paolo Corciulo, estensore Francesco Guarracino) ha accolto il ricorso dell’impresa Fontana Costruzioni spa alla quale il Gruppo investigativo antimafia della prefettura di Caserta, il 10 luglio dello scorso anno, aveva negato il nulla osta. Certificazione che serviva a chiudere il contratto per la costruzione di uno dei lotti in Abruzzo, nell’area del sisma. A ottobre il Tar aveva respinto la richiesta di sospensiva, presentata dall’avvocato di Nicola Fontana, Biagio Capasso, ma aveva imposto alla prefettura di depositare l’intera documentazione che aveva portato all’interdizione. Spuntano le annotazioni delle forze dell’ordine. Gli accertamenti della sezione anticrimine della questura di Caserta, del comando dei carabinieri di Caserta (tre volte), del centro Dia di Napoli, avevano escluso l’esistenza di elementi tali da far sospettare che la ditta di Nicola Fontana fosse, in realtà, una società-paravento del clan dei Casalesi. Solo la Squadra mobile di Napoli aveva espresso parere negativo, sulla scorta di notizie confidenziali. Il vulnus sarebbe la presenza in un consorzio sia di Luigi Fontana, padre di Nicola, sia di Antonio Diana, architetto e cognato di Michele Fontana «lo sceriffo», cugino e socio del boss Zagaria. Tra l’interdittiva antimafia e la sentenza del Tar sono passati poco più di sei mesi, durante i quali sono stati sospesi tutti i contratti di appalto dell’impresa di Casapesenna. Bloccata la sua partecipazione al piano-casa in Abruzzo, fermi i lavori a Ponticelli, sospeso il contratto con il ministero della Giustizia per la manutenzione degli impianti di condizionamento delle aule bunker di Poggioreale. Quest’ultimo contratto è stato ripristinato subito dopo il deposito della sentenza del Tar. «È stato trovato sospetto anche l’indirizzo della mia impresa, via Salvatore Vitale a San Cipriano d’Aversa, proprio di fronte alla casa di Zagaria – dice Nicola Fontana – ignorando che quella zona è area Pip, assegnata al consorzio Agrorinasce. Io, come altri sedici imprenditori, ho solo fatto una richiesta di assegnazione che è stata esaudita. Per carità, capisco la necessità, da parte della Prefettura e del Gia, di una particolare severità nel rilasciare le informative antimafia. Non ho nessuna intenzione risarcitoria, però vorrei sapere: dovrò pagare ancora a lungo la mia nascita nello stesso paese di Zagaria? Se è così, vorrei che me lo dicessero subito. Il futuro delle famiglie di 108 operai dipende da me».

Yussuf Errahali


Cara “Liberazione”, non è stato
solo il freddo ma la violenza
metropolitana e balorda ad
uccidere Yussuf Errahali. La
coscienza dei più non può
rimanere indifferente e, ancora una
volta, abbassare lo sguardo davanti
ad un nuovo crimine sociale.
Yussuf non è il solo che muore così:
molti dei senza fissa dimora,
alcolisti, tossicodipendenti,
homeless rischiano di non trovare
la possibilità di un riparo ed un
pasto caldo nella Napoli di oggi.
Sappiamo bene che alcuni
interventi indirizzati su tali
problematiche vengono offerti, ma
appaiono, anche alla luce degli
ultimi tristi avvenimenti,
insufficienti ed inadeguati.
Conosciamo la situazione dei
centri di prima accoglienza, dove
lunghe lista di attesa per dormire la
sola notte sono la prova del
fallimento delle politiche sociali di
questa città e quindi il
consolidamento
dell’emarginazione…

Una
proposta di intervento
straordinario è dovuta: che si
aprano tre o quattro punti
all’interno delle stazioni della
metropolitana per l’aiuto ed il
giusto conforto. Facciamo appello
alle associazioni, di volontariato
laico e cattolico nonché alla
Protezione civile, di svolgere un
ruolo di accoglienza e di inclusione
nei punti individuati. Chiediamo
che venga effettuato un
monitoraggio di tali presenze sui
territori Municipali e cittadino e
che sia istituita un’anagrafe dei
senza fissa dimora vincolata al
diritto all’assistenza da riconoscere
sempre.

Pino De Stasio, Francesco Fabozzi
consiglieri Prc
II e V Municipalità, Napoli

Birra Peroni: tutti fanno finta……

COMUNICATO STAMPA

Birra Peroni: tutti fanno finta

Il Prefetto di Napoli non convoca la Mi.No.Ter., soggetto gestore della riconversione della ex birreria Peroni, né tantomeno i sindacati ed il Comune di Napoli.

Il Comune di Napoli, dal canto suo, è praticamente immobile e scientemente fermo.
La Regione Campania non sblocca l’iter per il riconoscimento degli ammortizzatori sociali in deroga, nonostante l’accordo tra S. Lucia ed il Ministero del Lavoro.

La Procura della Repubblica di Napoli, nonostante due esposti sottoscritti da 20 degli ex operai birra Peroni nel corso del 2008 e del 2009, non apre una inchiesta per far luce su intimidazioni, proposte oscene e figure strane che parlano senza averne nessun titolo (tutto depositato agli atti della Procura). Intanto i circa 25 lavoratori dal 1° gennaio 2009 sono senza alcun sostegno al reddito.
L’unico a parlare è stato il Consiglio Comunale di Napoli che il 30 luglio 2009 ha votato all’unanimità un ordine del giorno che parlava della “inequivocabile” ricollocazione dei dipendenti ex birreria Peroni.

Invito i lavoratori a sostenere forme di lotta per rivendicare un loro sacrosanto diritto: il lavoro.
Rifondazione Comunista non abbandonerà mai chi esige dignità, rispetto e restituzione del maltolto.

Napoli, 18 gennaio 2010

Il Presidente del Gruppo P.R.C.

Raffaele Carotenuto

Analisi su Napoli e Campania

Riassunto dell’intervento nel consiglio comunale di Napoli del Capogruppo Raffaele Carotenuto il 14 gennaio scorso in occasione della Mozione di Sfiducia al sindaco Rosa Iervolino Russo.

Analisi di fase su Napoli e la Campania.

Mercato del lavoro.

 Napoli fa registrare un tasso di disoccupazione (dato stimato dall’Istituto Tagliacarne) del 13,8%, con un aumento della disoccupazione rispetto al 2007 di un punto e quattro decimi. Nella media del 2008 il tasso di disoccupazione risulta, a livello nazionale, pari al 6,8%, sette decimi di punto in più rispetto al 2007. Con il 12,6% la Campania si conferma nei primi posti nella graduatoria delle regioni con il tasso di disoccupazione più alto. Ore di cassa integrazione:

1. Napoli = anno 2008 = 7.742 milioni di ore (ordinaria e straordinaria)

2 Caserta = 7.609 milioni di ore

3.Salerno = 4.229 milioni di ore

4.Avellino = 2.194 milioni di ore

5.Benevento = 1.509 milioni di ore.

Duemila lavoratori in Campania sono già stati licenziati nel triennio 2007/2009: Meltem di Arzano (Gruppi IPM), Birra Peroni di Miano, ICMI di San Giovanni a Teduccio, Cablauto di Mariglianella, Bitron in Provincia di Avellino, Scai Sud di Oliveto Citra. A questi non verranno riconosciuti gli ammortizzatori sociali in deroga (si vedranno corrispondere un assegno per il solo 2010, perdendo gli anni arretrati e per il futuro se tale situazione dovesse permanere – nonostante gli accordi con il Ministero del Lavoro). La crisi dei grandi stabilimenti porterà, _senza inversione di tendenza_, 10 mila nuovi espulsi dalle produzioni nei punti forza del sistema campano: aerospazio, metalmeccanici, Hi Tech = Unilever (Algida 200 lavoratori – 8/12 anno), Fincantieri (indotto Fiat), Alenia (già 70 in CIG), Whirlpool (già 50 in CIG), EDS_HP, Selfin (partner IBM), Agile/Ex Eutelia. Indebitamento famiglie.

La Campania e Napoli maglie nere per il grado di indebitamento delle famiglie e per lo strozzinaggio a danno di commercianti. Il “tasso di usura” in Campania, primissima Regione d’Italia, (rispetto ad un indicatore medio nazionale pari a 100) è di 173 (pari al 73% in più della media in Italia). Gli indicatori regionalizzati a confronto, nell’anno 2008, sono 8: disoccupazione, fallimenti, protesti, tassi d’interesse applicati, denunce di estorsione ed usura, numero di sportelli bancari, rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito. In Campania nel 2008 il sovraindebitamento delle famiglie è cresciuto del 62,3% rispetto all’anno prima e la propensione all’usura nel 2009, a luglio di quest’anno, era già arrivata al 44%. Circa la metà delle famiglie campane è indebitata per almeno 20 mila euro, Napoli fa da traino al resto delle altre Province.

Usura

L’Ascom-Confcommercio di Napoli ha proposto un questionario con 14 domande su usura e criminalità in città, tra maggio e giugno 2009, a 2000 tra orafi, gestori dei distributori di carburante e tabaccai. Un commerciante su 4, /indebitato e insolvente/, non ha trovato nessuna alternativa valida se non quella di chiedere denaro agli usurai, per la farraginosità del sistema creditizio e bancario a concedere prestiti. Infatti la totalità dei commercianti finiti sotto gli strozzini si era rivolto prima ad istituti di credito, naturalmente senza successo. Il 77% delle vittime di estorsioni ha sborsato soldi, il 23%, probabilmente poiché impedito, ha dato via la propria merce. Circa un terzo dei commercianti di Napoli paga il pizzo in beni e non con i soldi, semplicemente perché non può permetterselo. Sulla sicurezza la percezione dei commercianti va ancora peggio. Il 75% ritiene che il livello di sicurezza in città, negli ultimi tre anni, è peggiorato. A dispetto di un Governo che ha lasciato credere all’Italia intera che le vicende della sicurezza e dell’ordine pubblico dipendessero dalla militarizzazione del territorio e da determinate categorie sociali quali writers, prostitute, immigrati, barboni e per finire ha lasciato immaginare sindaci-sceriffo e ronde metropolitane. (Fandonie!).

Giustizia

Il Consiglio Superiore della Magistratura, a dicembre del 2009, in sede di audizione con i dirigenti degli uffici giudiziari delle maggiori città metropolitane, ha potuto constatare la lentezza della magistratura napoletana. Il tempo medio di complessiva durata dei procedimenti intercorrente tra la richiesta di rinvio a giudizio e la sentenza di 1° grado è di 578 giorni, molto peggio di Roma, Reggio C, Bari, Torino e Milano. Meglio solo di Bologna, Venezia e Palermo.

1.Bologna = 1295 gg

2.Venezia = 1030 gg

3.Palermo = 740 gg

4.Napoli = 578 gg

5.Roma = 567 gg

6.Reggio Calabria = 547

7.Bari = 485 gg

8.Torino = 353 gg

9.Milano 310.

Sanità

Le regioni hanno sottoscritto il Piano Nazionale di contenimento dei tempi d’attesa del triennio 2006/2008. Per una mammografia nel 2008 così si aspettava: 1.Puglia = 550 giorni 2.Friuli Venezia Giulia = 455 3.Campania = 330 La Campania è la terza regione d’Italia per il peggior tempo di attesa per un’indagine mammografica in un ospedale pubblico.

A.N.C.I.

Il 10 dicembre a Roma all’Assemblea Nazionale dei Sindaci Italiani c’erano 500 sindaci con altrettante fasce tricolore a gridare contro il Governo per lo stravolgimento dei rapporti con gli enti locali. La più grande manifestazione di protesta istituzionale degli ultimi decenni, forse la prima di sempre. Che schema si è visto e l’Italia lì rappresentata ha visto?

1.Rafforzamento delle Province

2.Riduzione delle funzioni dei Comuni

3.Regioni viste come “zona franca” della politica italiana

4.Parlamento impegnato a difendere il Governo (autorizzazione a procedere per un sottosegretario).

Mentre gli enti territoriali chiedevano di non essere strangolati dal patto di stabilità e facevano notare che quei vincoli costringeranno i Comuni a comprimere la spesa corrente, quasi incomprimibile, ed a ridurre gli investimenti del 30% circa, mentre si chiedeva il maltolto dell’ICI (2008 – 344 milioni), soldi nostri per legge, il Parlamento era “asserragliato” a difendere un esponente su cui gravano pesantissime responsabilità penali, e se queste sono da accertare sicuramente ve ne sono di ordine “morale”. Chi è la casta e chi la rappresentanza vera del popolo in questo schema? Chi deve politicamente giudicare i Comuni italiani ha la dirittura morale e politica per farlo? Questo governo non ha detto di voler abolire le Province? Non ha detto che le indennità dei Consiglieri Regionali sono sproporzionate? Si lo ha detto, ma non le ha toccate, anzi le ha rafforzate. A danno dei Comuni (proponendo la riduzione della rappresentanza elettiva e di governo delle città).

Acqua pubblica

Sembra stucchevole e speciosa la polemica del movimento per l’acqua pubblica tra chi preferirebbe un modello di gestione come l’Azienda Speciale e chi privilegerebbe l’house providing, letteralmente gestione in proprio (controllo analogo). Addirittura così ragionando (o meglio sragionando) si sta perdendo l’obiettivo principale:

l’Arin già esiste ed è candidabile alla gestione dell’intero ATO 2.

Un piccolo problema: l’immediato azzeramento dei 15 rappresentanti del Comune di Napoli in seno a quell’organismo assembleare. Dei 15 membri 6 sono strutturalmente assenti, il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci manca da circa 1 anno, il Presidente del C.d.A. – Peppe Bruno è in scadenza, ma la vera pietra dello scandalo è il membro di diritto che siede nel C.d.A. espresso dal Comune di Napoli (Michele Viscardi), vero “protettore politico” della privatizzazione del ciclo idrico. Nei prossimi immediati giorni, per parte sua, la sinistra del Consiglio Comunale presenterà una proposta di delibera di iniziativa consiliare tendente ad una modifica dello Statuto dell’ente permeando le finalità e i valori fondamentali del concetto di servizio idrico come servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica (ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta del 30 luglio 2009).

Ambiente

 La città è continuamente sotto attacco dell’inquinamento ambientale. In questa città paradossale si verifica che chi è addetto a rilevare i dati per l’inquinamento viene arrestato (ARPAC) ma è legittimato a far criticare i provvedimenti amministrativi e chi invece questi li prende, talvolta con coraggio, viene indagato (Nasti). In ogni caso, lontano da strumentalizzazioni sulla validità di calcolo degli sforamenti da polveri sottili, qui sono assolutamente sicuro della buona fede dell’Assessore all’Ambiente e dell’agire dell’amministrazione tutta, bisogna provare una grande immediata sfida di carattere culturale: la chiusura graduale ma totale del centro storico alle auto.

Forum Culture 2013

Alcune cose vanno dette e senza mezze verità. La prima riguarda la governance dell’evento sicuramente non relegabile ad un qualcosa di settoriale e scollegato dal contesto delle attività e dalle ulteriori ed inevitabili relazioni territoriali che tale evento sarà in grado di produrre ed autoprodurre. Non si può certo pensare ad una gestione chiusa e ad un unico contenitore pensante. Oltre ad un errore tattico risulterebbe letale per l’intera kermesse una mentalità potestativa con la sindrome dell’autosufficienza. Altro fattore da mettere nel conto riguarda la valorizzazione delle risorse culturali partenopee e campane. Per esempio, bisogna cogliere l’occasione di rivitalizzare il mondo dell’editoria, specialmente quella piccola editoria che sta morendo sotto i colpi di cartelli oligarchici e stretta nella morsa delle grandi società editrici nazionali che fagocitano consistenti fette di mercato a danno di tutti gli altri. Intessere una relazione sistematica, accompagnata da un indirizzo pubblico, con gli editori napoletani, veicolo principale per la ripresa di Napoli nel mondo e canale privilegiato per rilanciare quella vocazione internazionalista che la nostra città sembra aver perso. Bisogna derubricare dal linguaggio le parole come occasione, possibilità, pretesto, opportunità. La percezione del cambiamento va innanzitutto pretesa nelle parole e nei fatti nuovi, oltre che negli atteggiamenti. Da ultimo bisogna provare a ricostruire l’identità del terzo millennio. Le regole urbanistiche sono state definite, la trasformazione urbana è cominciata, la vocazione di città di mare ampiamente rafforzata e la centralità di Napoli nelle politiche economiche e culturali nell’ambito dei paesi che affacciano sul mediterraneo stanno trovando una loro più compiuta fisionomia. Al netto di tutto ciò va perseguito un disegno culturale, una strategia che sappia guardare a quel “meticciato” sociale pur fortemente presente ma non rispondente a quei requisiti che una moderna organizzazione di società vorrebbe richiedere. Anticipare, una volta tanto, i frutti di una modernità persa gioverebbe non poco ai napoletani e a chi ci guarda.

Piano Regolatore Generale 

Lo difendiamo non per una visione ideologica ma di cultura politica (se permettete). Dopo circa 20 anni è oggi definitivamente chiaro che la maggior parte degli operatori economici di questa città hanno incamerato “il concetto delle regole”. Ma una mutazione ulteriore si è avuta e va letta: mentre l’ACEN in questi anni è sembrata capire di più e meglio le pieghe del P.R.G. e si sono dimostrati nei fatti “collaborazionisti” (in senso positivo), l’Unione Industriali in questi mesi è stata rappresentata da una scellerata legge regionale sulla casa, fregandosene delle opportunità offerte dal sistema di regole nella città di Napoli. Non a caso hanno presidiato le commissioni regionali che facevano l’istruttoria a quella legge e la stessa notte del voto in Consiglio Regionale erano presenti ed hanno applaudito (non c’erano le famiglie del borgo di Coroglio, nessuno di quei 6 mila nuclei familiari inseriti nella graduatoria per il bisogno casa a Napoli. Perché secondo voi? Perché hanno fatto introdurre il concetto della finanziarizzazione dell’economia sul tema del mattone: i proprietari delle aree industriali dismesse possono ora costruire case a /go go/, magari saldandosi con i poteri criminali che vedranno muovere un meccanismo economicamente incentivante, il più grosso dopo il terremoto degli anni ’80. Questo piano regolatore generale consente la costruzione di 50 mila vani a Napoli, non uno è stato costruito ad opera dei privati! Questo piano regolatore generale ha permesso l’attivazione di 3 miliardi di euro di progetti urbanisticamente approvati. E’ questo quello che concretamente difendiamo! Per quanto riguarda il recente adeguamento del PUA Bagnoli-Coroglio, che aumenta gli alloggi a discapito della produzione di beni e servizi, abbiamo già detto che non ci piace e che ci confronteremo nel merito nella discussione sulle Osservazioni già depositate agli atti. Non intendiamo retrocedere ed anzi proprio così intendiamo difendere “la cultura delle regole”, con la nostra libertà di giudizio. Ultima considerazione sul dossier sulla qualità della vita in 107 città italiane. La stampa locale si è sforzata di non produrre idee su uno dei 6 indicatori analizzati; lo faccio io: Napoli è risultata al 59° posto nei servizi e nell’ambiente (metà classifica). Il sub-indicatore (su 6) che ha spinto a far registrare positivamente Napoli in questo settore è il livello infrastrutturale (11° posto su 107 città). Qui viene una riflessione di chiusura: Può esistere a Napoli una spesa pubblica che fa riconoscere anche al giornale confindustriale che il capoluogo partenopeo amministra bene? Io dico di si, semplicemente perché non ho mai conosciuto privati che investono in servizi pubblici ed in livelli infrastrutturali per migliorare la vivibilità e le condizioni urbane e della mobilità. Ho conosciuto solo le casse del Comune di Napoli.

Napoli, 14 gennaio 2010

Raffaele Carotenuto

VicoloStorto

COMUNICATO STAMPA

Guido Bertolaso parla da candidato

Il lungo intervento di oggi sul quotidiano il “Mattino” del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio – Guido Bertolaso – lascerebbe seriamente pensare che lo stesso voglia candidarsi in Campania a qualcosa. Bertolaso negli ultimi 5 anni continua a dire, in ogni esternazione, che la colpa è degli enti locali che da 15 anni votano il centro-sinistra. Senza vena polemica vorrei che l’eminente sottosegretario rispondesse a queste poche domande di merito che non ha mai affrontato pubblicamente.
Nel Governo Prodi non è stato lui, in qualità di commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania, che ha scritto il decreto-legge 61, poi convertito nella legge 87 del 2007, che all’articolo 7 (Tariffe) ha introdotto la copertura integrale della tarsu a carico dei Comuni, tecnicismo che a Napoli ha fatto aumentare il fastidioso balzello del 60% circa? Nel Governo Berlusconi non è stato lui a suggerire il trasferimento alle Province dell’esazione della tarsu “scippandola” ai Comuni, tecnicismo che farà chiudere per bancarotta il Comune di Napoli per mancati introiti pari a circa 170 milioni? Mi aspetterei onestà intellettuale dal Sottosegretario di Stato – Bertolaso affinché avesse cura di rispondere a questi due piccoli quesiti, poi può pure scegliere di candidarsi, visto che si atteggia a leader politico ed indiscusso salvatore della patria.

Napoli,

Il Presidente del Gruppo P.R.C.

Raffaele Carotenuto

VicoloStorto

E’ MORTO VINCENZO LEONE

E’ MORTO VINCENZO LEONE…

Oggi purtroppo verso le 14.00 se ne è andato il compagno Vincenzo Leone, scugnizzo delle Quattro Giornate, militante e poeta. presente ancora fino a qualche settimana fa nelle mobilitazioni antifasciste, internazionaliste a fianco dei disoccupati e dei lavoratori ha conosciuto le  generazioni dagli anni’70 fino a quella della stagione dei centri sociali e oltre.

Vincenzo Leone ci ha lasciato. Dopo un mese di ricovero ospedaliero e qualche illusorio miglioramento. Una notizia che fa male.

Vincenzo è stato scugnizzo e partigiano nelle quattro giornate di Napoli. Poi militante e poeta. Scelte costruite tra le necessità della vita, come tutte le cose vere.

Era con Erri de Luca e Sergio Piro nell’associazione amici di Officina99. Con l’editore Guida aveva pubblicato due raccolte in versi: “Mai un sorriso” e “Gioco D’amore”, la prima anche un’autobiografia. Poesie vendute in strada, perchè era e si sentiva un uomo di strada.

Viveva in un basso a poche centinaia di metri da quella contrada Pagliarone carica di ricordi per lui e per la città. Sulle pareti di casa una specie di diario sentimentale. Vincenzo ha vissuto con semplicità, intensamente e fino in fondo. Senza concedere nulla al cinismo e alla rassegnazione.

Aveva attraversato le lotte degli anni ’70, i movimenti dei senza lavoro, fino alla stagione dei centri sociali e alle battaglie di oggi. Pochi giorni prima di essere ricoverato in ospedale era a Materdei per intervenire alle proteste contro l’insediamento di un gruppo neofascista nel quartiere (la foto allegata è stata scattata in quella occasione) e subito dopo all’Università per un’iniziativa con Silvia Baraldini e Haidi Giuliani. Lo ricordiamo per le strade di quel Vomero di cui conosceva le storie migliori, nelle manifestazioni in piazza e nelle serate ai centri sociali. E’ morto giovane Vincenzo e così lo ricorderemo!

Ciao Vincè

Le antifasciste e gli antifascisti napoletani

L.S.U.: Silenzio assordante

COMUNICATO STAMPA

L.S.U.: silenzio assordante

Mi sarei aspettato dalla Giunta un atto che mettesse il punto sul finanziamento di 6 milioni di euro della Regione Campania per il processo di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili di palazzo san Giacomo. Ad oggi nessun atto amministrativo, delibera, sottoscrizione di una Convenzione con la Regione, etc. è stata prodotta né alcun tavolo di concertazione attivato affinché si stabilisse una piattaforma completa di fuoriuscita dal bacino degli LSU degli ultimi 850 lavoratori (assunzioni pubbliche, assunzioni private ed incentivi all’esodo pensionistico). Nulla di tutto ciò.
Non vorrei che la Regione Campania, vista l’insolvenza del Comune di Napoli, pensasse addirittura al ritiro delle somme messe a disposizione per tutto il 2009.

Ancora più strano sembra l’atteggiamento di CGIL, CISL e UIL che non “disturbano” il palazzo su questa delicata e paradossale vicenda dei precari dell’ente.

Spero in un “ravvedimento operoso” del Sindaco di Napoli nelle prossime ore e comunque non oltre domani per recuperare terreno nei confronti della città su questo tema.

Napoli

Presidente Gruppo PRC

Raffaele Carotenuto

VicoloStorto

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